Intervista Tex

Bocci su Tex!

Con la storia breve presentata sul primo Tex Magazine (in edicola dal 23 gennaio), fa il suo esordio nel mondo del Ranger il tratto affascinante e dettagliato di Alessandro Bocci!

I lettori di Dampyr conoscono bene il segno, ricco e dettagliato, di Alessandro Bocci. Da ormai quasi tre lustri, infatti, il disegnatore senese materializza gli orrori partoriti da Mauro Boselli e i suoi collaboratori, regalando ai lettori tavole di grande impatto ed efficacia. Dopo la lunga frequentazione dampyriana, per Bocci è arrivata l'ora di mettersi al servizio del West bonelliano per eccellenza e, con la storia breve presentata nel primo Tex Magazine (in edicola dal prossimo 23 gennaio), ha l'onore e l'onere di visualizzare un'avventura davvero speciale, incentrata sul giovane Kit Carson. Ecco cosa ci ha raccontato di questo suo debutto texiano.

Facciamo un salto indietro nel tempo: raccontaci come sei arrivato all'Ammazzavampiri di Boselli & Colombo e cosa ti rimane delle precedenti, ricche esperienze editoriali...

Come ormai saprete, il mio esordio fumettistico è avvenuto alla Star Comics, con Ade Capone, per il personaggio di Lazarus Ledd. Sono stati anni bellissimi, importanti, di vera e propria formazione artistica. Ho trasformato il mio hobby in un mestiere e ho iniziato a capire che, dietro i fumetti che leggevo, c'era un vero lavoro, fatto di impegno e sacrificio, ma anche di soddisfazioni... Cavoli, vedere le tue tavole pubblicate credo sia la sensazione più bella che chi disegna possa provare!

Disegnando in stile realistico, il West si è rivelato interessantissimo: pieno di particolari e dettagli che, se realizzati con la dovuta cura, da soli aiutano a ricreare la perfetta atmosfera.

Poi, dopo circa sei anni, con ormai tante storie e copertine alle spalle, ho sentito, per necessità pratiche e per gusti personali, l'esigenza di confrontarmi con il "mondo Bonelli". Mi sono dunque presentato in via Buonarroti, con alcune prove di Nathan Never. Sarebbe lunghissimo spiegare nel dettaglio ciò che è accaduto dopo ... Basta solo dire che le prove sono andate bene, ma che invece della telefonata di Antonio Serra (allora curatore dell'Agente Speciale Alfa, NdR) è arrivata la chiamata di Mauro Boselli per Dampyr (cosa che mi ha fatto un piacere enorme, così come sarei stato felice di lavorare per Nathan!). È iniziata così la mia avventura con Harlan Draka, su una serie che ritengo divertentissima da disegnare e, a tutt'oggi, per i miei gusti, una delle migliori prodotte da Sergio Bonelli Editore. Un'avventura che mi ha fatto crescere ancora come professionista, proprio per il contesto in cui mi sono trovato a lavorare.

Avere come colleghi disegnatori che hai ammirato da lettore non può che spingerti a fare sempre meglio... e, alla Bonelli, di autori con cui confrontarsi ce n'è una marea!

Dopo svariati albi di Dampyr, che ti hanno fatto conoscere e apprezzare dal pubblico bonelliano, a gennaio arriva il momento del tuo debutto texiano: come è nata questa storia incentrata su Carson?

Per la verità, il mio debutto su Tex sarebbe dovuto avvenire con una storia per un Color Tex (racconto che ho comunque realizzato e che uscirà nel 2016), ma mentre ero in redazione per parlare di questa prima avventura, all'improvviso, Mauro Boselli mi ha proposto di fare anche questa storia con Carson, e io, ovviamente, ho accettato immediatamente. Sul come sia nata nella mente di Boselli non posso saperlo, ma sono stato molto felice e orgoglioso di averla realizzata. Ritengo che le storie che ripercorrono la gioventù dei personaggi siano azzeccatissime e credo che incentrarle particolarmente su Tex e Carson sia un'ottima scelta.


Il giovane Kit Carson (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera).

Hai dovuto modificare il tuo segno o il tuo approccio alla pagina, per affrontare il West di Tex?

Non credo di avere modificato il mio modo di disegnare: ho solo cercato di adattare il mio stile al genere. In fondo, realizzare un Western è un po' come affrontare un fumetto storico, e se hai una buona documentazione e una certa maniacalità per i particolari, il gioco è fatto...

Lavorando su Tex si ha a disposizione una quantità enorme di documentazione, costituita proprio dalle tavole che altri fantastici disegnatori hanno realizzato prima di me. Disegnando poi in stile realistico, il West si è rivelato interessantissimo: pieno di particolari e dettagli che, se realizzati con la dovuta cura, da soli aiutano a ricreare la perfetta atmosfera.

Da quali riferimenti grafici sei partito per visualizzare il giovane Kit Carson? È stato difficile ottenerne una versione che soddisfacesse il severo Boselli?

Come riferimento ho ovviamente guardato la triplice storia "Il passato di Carson", disegnata da Carlo Marcello, con la differenza che il "mio" Kit Carson è ancora più giovane. Ho cercato di costruire il personaggio rimanendo fedele al mio modo di realizzare le anatomie, anche se Carson (come Tex) si porta dietro tutto un bagaglio anatomico e posturale oramai ben definito. È stata una bella sfida!... Con Boselli, poi, non ci sono stati particolari problemi (come sempre, del resto!), anche perché ritengo il suo giudizio e la sua supervisione estremamente utili alla riuscita di una storia.


Dettagli, azione e cavalli, uno spasso per Alessandro Bocci (cliccate sull'immagine per visualizzare la pagina intera).

Quali sono stati gli elementi del racconto che ti hanno messo più in difficoltà e quali si sono rivelati maggiormente affini al tuo gusto e al tuo segno?

In generale, in una storia, amo molto l'azione e mal digerisco le parti "ferme" e di raccordo, pur ritenendole necessarie, sulle quali mi impegno tantissimo proprio dal punto di vista grafico. Amo disegnare i cavalli. Quindi, questa storia si è rivelata particolarmente congeniale ai miei gusti e perfetta per un'esordio!

"Maria Pilar" è un'avventura speciale, insolita e breve: dopo questa occasione particolare, metterai ancora mano sul Ranger o sei già tornato all'ovile dampyriano?

Era stabilito che, dopo queste due storie – per Tex Magazine e Color Tex – sarei tornato su Dampyr, e infatti ho iniziato, proprio in questi giorni, quello che dovrebbe essere il numero 202 della serie. Poi... anche ciò che farò dopo questo Dampyr sembra essere già deciso!... Peste!

a cura di Luca Del Savio



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