Lilith

Ucronia - 5a puntata

Evidenze del passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità - Parte 5

UCRONIA, dal greco ou-chronos – “nessun tempo” – indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un certo avvenimento fosse andato diversamente. Le azioni che Lilith compie, nella sua corsa su è giù per lo spazio tempo, provocano inevitabilmente delle variazioni nel corso della Storia come noi la conosciamo. Questi cambiamenti possono essere minimi, impercettibili oppure macroscopici ed epocali e questo indipendentemente dalla volontà dalla protagonista. Essi possono limitarsi a venir raccontati in un articolo su un giornale o a essere citati negli annali; oppure possono entrare nel mito, ispirare le arti dei posteri e influenzare il destino di interi popoli. In questa rubrica vi presento le prove che evidenziano il passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità, elementi che potranno aiutare il lettore a capire la natura di tali cambiamenti, comprenderne le cause e individuarne le conseguenze nel mondo futuro.

Luca Enoch

Nella chiesa di Urnes, una delle più antiche chiese a doghe della Norvegia risalente alla seconda metà del XI secolo, è custodita la famosa “Mappa di Leifur”, una rappresentazione completa dell’orbe terracqueo (qui nella gallery ne vedete una foto). La mappa, inserita in una cornice con intagli lignei di pregevole fattura, è incisa grossolanamente su un’asse di legno consumato dalla salsedine, che la leggenda dice appartenesse al ponte della nave con cui Leifr Eiríksson, il “fortunato”, compì il suo secondo viaggio a Vinland all’inizio del 1000 d.C.

Nella “Saga dei Groenlandesi” viene raccontato come la mappa (ne trovate una riproduzione qui in alto) sia stata incisa dalla misteriosa strega Lilith durante la traversata da Brattahlid, in Groenlandia, alla base di Anse aux Meadows sull’isola di Terranova: “Essi presero il mare appena furono pronti e navigarono per tre giorni fino a quando la terra scomparve sotto l’orizzonte. Hræsvelgr prese ad agitare le sue grandi ali e levò un forte vento che percosse le navi per un giorno intero. Poi il duro vento cadde e si levò la nebbia, e per molti giorni essi non ebbero idea di quale fosse la loro rotta. Fu mentre essi si trovavano in hafvilla che la compagna di Leifr, Lilith, la bruna strega dei ghiacci avvolta nella sua bianca pelle d’orso, incise sul legno la propria visione di veggente, mostrando a tutti le terre emerse circondate dall’Abisso” (Grænlendinga Saga).

Pur essendo poco più che uno scarabocchio, la mappa è estremamente interessante: essa parte dalla classica mappa mundi del tipo TO (ne vedete alcuni esempi nella gallery), in cui il mare oceano, che circonda le terre abitate, rappresenta la O; il trattino orizzontale della T rappresenta il fiume Don (Tanais) e il Nilo e l’asta verticale rappresenta il Mediterraneo, con l’Asia in alto, l’Europa a sinistra, l’Africa a destra e Gerusalemme al centro. L’anonimo autore ne ruota la struttura in senso orario di novanta gradi, portando il nord in alto come nelle moderne cartine geografiche. Inoltre la mappa offre una inedita raffigurazione dell’intero continente americano, dalla Terra di Baffin fino a Capo Horn, posto correttamente a Est e separato dalla massa continentale del mondo allora conosciuto. Nonostante la datazione con il carbonio 14 faccia effettivamente risalire il supporto ligneo della mappa agli inizi del XI secolo e sebbene essa venga citata in diverse saghe islandesi e Nord americane a partire dal XII secolo, una simile conoscenza geografica da parte delle genti normanne di quel periodo è ritenuta del tutto impossibile dalla maggioranza degli studiosi e, pertanto, la Mappa di Leifur è unanimemente considerata un grossolano artefatto moderno, come la celeberrima Mappa di Vinland. 

05/06/2013