Brendon

Dieci anni di Brendon! parte 2

Seconda parte dell'intervista a Claudio Chiaverotti, focalizzata sul secondo lustro di vita della serie ambientata nella Nuova Inghilterra.

Dopo l’ampia panoramica sui primi cinque anni di vita editoriale di Brendon, in questa seconda parte dell’intervista a Claudio Chiaverotti ci soffermiamo sul secondo lustro, fino ad arrivare ai giorni nostri e a scoprire cosa ci riserva il futuro…

Come tappa significativa del sesto anno sceglieremmo la prima storia doppia, pubblicata a febbraio e aprile del 2003: "La strada ai confini del mondo" e "Al di là dell´universo". Altra uscita importantissima, però, è quella del primo Speciale, e anche qui la decisione si fa complicata...

Dunque, la storia doppia (prima e unica, per ora) è sicuramente da citare. Ricordo che ho fatto una fatica immane a dare alla prima parte una chiusura, una spiegazione, perché due mesi sono un tempo in cui un lettore rischia di dimenticarsi tutto e non volevo lasciare troppi elementi in sospeso... quindi, nella seconda parte, ho cercato di riprendere le fila della vicenda rapidamente, già nelle prime quattro pagine dell’avventura. Una storia anomala, molto fantascientifica (come quella che uscirà il prossimo giugno, proprio in coincidenza col decennale)... Riguardo al primo Speciale, c'è una particolarità. Data la struttura a episodi e la forte impronta fiabesca dei singoli capitoli, Massimo Rotundo scelse di disegnare quell'albo a mezzatinta. Per rendere al meglio le sue tavole, per la prima volta su Brendon utilizzammo una particolare tecnica di stampa che esaltava quel tipo di disegno e, ancora oggi, sfogliando le pagine di “Storie di un altro tempo”, con la ricca scala di grigi e sfumature che vi è riprodotta, non posso fare a meno di rimanere a bocca aperta!

Sarà per il nostro animo romantico, ma per l'annata successiva la scelta cade per forza sulla struggente "Anja ritorna"...

Mi ripeto: con Anja sfondate una porta aperta! Riguardo a quell'anno, io citerei un altro albo, un omaggio agli insonni cronici come me: "L'uomo che non dorme", il ritratto di un pover'uomo sopraffatto dalla vita, come ce ne sono tanti nelle storie di Brendon; un pover'uomo follemente geloso della bellissima moglie... ma qui mi fermo, per tutti quelli che leggono quest'intervista senza avere letto l'albo (correte a recuperarlo!). E ancora, mi piace ricordare "Regali dall'Inferno", una storia dall’atmosfera molto "timburtoniana" e un po’ natalizia, dove il cattivo è un pupazzo di neve che porta doni che fanno impazzire le persone.

Per il 2005 sceglieremmo "Il Re delle bambole d'autunno", nel quale ci regali un assaggio di com’è il mondo, dopo la "Grande Tenebra", al di fuori della Nuova Inghilterra.

Sì... molti lettori, giustamente, mi chiedevano: “ma la Grande Tenebra è calata su tutto il pianeta?”. Ovviamente sì. “E come hanno reagito gli altri Paesi?”. Ne "Il Re delle bambole d'autunno" abbiamo raccontato della Francia, disastrata al punto che dei poveracci s'imbarcano su vetuste barche colme di persone, strapagando un viaggio massacrante per raggiungere la Nuova Inghilterra con il sogno di un domani migliore... ma poi scoprono che non è così. E di nuovo Brendon affronta, a suo modo, argomenti attuali e drammatici come l'immigrazione clandestina e non, l'accettazione dello straniero e così via. Tra l'altro, dico spesso che molte suggestioni brendoniane vengono dal cinema. Non solo film d'azione, ma anche e soprattutto pellicole d'autore, piccole storie intimiste. In questo caso, l'idea di raccontare la vicenda di una ragazza straniera in una terra che non conosce mi è venuta dal bellissimo "Vesna va veloce" di Carlo Mazzacurati. Per il 2005 è doveroso citare "Le lacrime degli innocenti", albo nel quale Brendon ritorna a Doombar, forse con più tensione che se dovesse affrontare un nomade del deserto, perché vuole scoprire se ha davvero avuto un figlio da Florence (come lasciava intuire il finale de “Il carro della paura”). E così è, in effetti. Anzi, si tratta di una bambina (l'innocente del titolo), che viene coinvolta, suo malgrado, nel piano di una pazza follemente innamorata di Brendon - e qua, proprio a proposito di citazioni cinematografiche, l'idea di partenza era nata da "Adele H." di Francois Truffaut.

L’anno successivo, l'albo che ci colpisce maggiormente è lo Speciale numero 4, "Noi siamo leggenda", in cui racconti l'ascesa e il declino di un gruppo di eroici cavalieri.

Beh, "Noi siamo leggenda" è forse lo Speciale che amo di più. Scrivendolo, mi sono affezionato a quel gruppo di sei eroici disperati. Quelli che un tempo erano i più grandi Cavalieri di Ventura, una volta divisisi, dopo un litigio, sono caduti nel fango e nella polvere. Ma cominciano a rialzarsi di fronte al ritorno del loro nemico più terribile: Slaughter Dog (letteralmente "Cane da macello"), fuggito da un laboratorio sperimentale di Adelphia (e qui potrebbe parlare di una terribile legge americana che offre, ai condannati a morte, la "possibilità" di divenire cavie per la sperimentazione scientifica…). Gran merito del successo che la storia ha avuto tra i lettori è anche da attribuire alle strepitose tavole di Giuseppe Ricciardi, che ha infuso una vera e propria anima ai personaggi. Come ho più volte avuto modo di dire, ogni avventura ha una sua colonna sonora. La soundtrack delle storie di Brendon è il tema del bellissimo film "Dust devil" di Richard Stanley, con la musica di Simon Boswell. In questo caso, l’accompagnamento ideale di "Noi siamo leggenda" è il tema del bellissimo "The rock" di Michael Bay, scritto da Hans Zimmer. Se vi capita, provate a rileggere l'albo con quella musica in sottofondo... e sentirete che effetto! Riguardo a quest'albo c'è un'altra curiosità. Forse non tutti sanno che la creazione del titolo di un albo è una vera e propria impresa: se ne fornisce una rosa di tre per farli vagliare dal Direttore, uno dei quali dovrà essere scelto. Successivamente c'è la cosiddetta "ricerca titoli" nel database della Casa editrice... e, se anche una sola parola è presente in un altro albo della serie o in un’altra pubblicazione in edicola quello stesso mese, si ricomincia da capo. Ebbene, per quell’avventura avevo già avvicendato due triplette di proposte che, per un motivo o per l'altro, non andavano bene, e non sapevo più che fare. Con Franco Busatta, redattore che si occupa di Brendon negli uffici di via Buonarroti (autore, tralaltro, di bellissimi libri che navigano tra il metafumetto e la sperimentazione narrativo-linguistica), si era pensato a un paio di nuove ipotesi, che però non mi convincevano più di tanto. Così gli dissi: "Prima di parlare col Direttore domattina, fammi riflettere ancora stanotte…”. Il giorno dopo mi svegliai e mi balzò in testa "Noi siamo leggenda". Presi subito il telefono e chiamai Franco... ma mi rispose un altro redattore, dicendomi: "Sei arrivato tardi, ha appena portato gli altri due titoli al vaglio". A quel punto mi svegliai. Era un sogno! Di botto, afferrai il telefono e appena Franco rispose: "Pronto?" gli dissi: "Noi siamo leggenda"!

Nel nono anno la "Luna Nera" torna sulla strada di Brendon, in ben due storie, "Anno zero" e "Destino di sangue", due avventure che ci sembrano le più importanti per la continuity della serie pubblicate nel 2007.

Giusto. Continuity che, stando alle mie intenzioni, dovrebbe diventare sempre più serrata, sempre tenendo conto dei limiti imposti dalla bimestralità. Il bravissimo Gianluca Acciarino è proprio al lavoro sul seguito di "Destino di sangue" (titolo di lavorazione: "Il serpente e lo stregone"), che scandisce una nuova puntata della sfida tra Brendon e la Luna Nera, ora che il suo massimo simbolo, il serpente nero, ha ripreso vita. E lo scontro, ovviamente, è solo alle battute iniziali. Per quanto riguarda altri elementi di continuità narrativa, come ho anticipato in una delle prime domande di questa intervista, tornerà anche l'alchimista Trevanian, in un breve ciclo di storie, autoconclusive ma strettamente legate tra loro (così come avviene per il "ciclo della Luna Nera").

A questo punto non ci rimane che chiederti di alzare il velo sul decimo anno di vita del nostro Cavaliere di Ventura e di anticiparci alcune delle tematiche del 2008 cominciato da pochi mesi.

Beh... è appena approdato in edicola "Beatrix", che segna l'esordio di uno dei tre nuovi disegnatori della saga brendoniana, il bravissimo Ernesto Pugliese. Poi ci sarà una storia fantascientifica, con un sofisticato automa da guerra della Vecchia Era, e in seguito dovrebbe arrivare il secondo nuovo disegnatore, Alessandro Vitti, con un’avventura ambientata su un’isola misteriosa... mentre lo Speciale racconterà di un amore adolescenziale di Brendon e di una sorta di circo della morte, nel quale gli artisti si esibiscono nelle piazze della Nuova Inghilterra in numeri estremi, al limite del suicidio. Successivamente vedrà la luce il nuovo capitolo della sfida tra Brendon e la Luna Nera a cui accennavo poco fa e, in seguito, ritorneranno due disegnatori molto amati dai lettori che mancano da parecchio tempo dalle pagine della nostra collana: Giuseppe Franzella, con una storia in cui da un futuro disastrato verranno mandati dei sicari per uccidere indovinate chi, e Lola Airaghi, con un racconto dal titolo di lavorazione "Il segreto di Sognonero". Questo per quanto riguarda gli albi più prossimi alla pubblicazione. Poi ci sono già altri due Speciali in cantiere, nuove avventure in lavorazione, nuovi personaggi e nuovi incubi... ma, come ho già detto, mai scalfire il piacere della sorpresa!