Zagor

La storia di Betty Wilding

Il 30 maggio, giunge in edicola il terzo Zagor Gigante, che svela il passato della madre dello Spirito con la Scure. Ce lo presenta Moreno Burattini.

Il terzo Albo Gigante di Zagor, o “Zagorone” come tutti familiarmente lo chiamano, in edicola a partire dal 30 maggio, si annuncia come un evento nella programmazione bonelliana del 2013 e come un punto fermo nell’ambito della cinquantennale saga dello Spirito con la Scure. Abbiamo incontrato Moreno Burattini, autore della sceneggiatura, perché ci svelasse tutti i retroscena della storia.

Possiamo considerare questo "Zagorone" ancora più speciale del solito?
Beh, forse sì, e per più motivi. Innanzitutto, i disegni sono di Gallieno Ferri, classe 1929, creatore grafico del personaggio, ideato insieme a Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli). Dopo cinquantadue anni (il primo Zagor è uscito nel lontano 1961), il maestro ligure è ancora sulle breccia e continua a regalarci tavole e copertine. Nessun illustratore al mondo può vantare un simile record di longevità alla guida di un solo eroe a fumetti. Dunque, un volume di grande formato da lui interamente realizzato è il doveroso omaggio a una lunga ed entusiasmante carriera, che ha fatto sognare intere generazioni di lettori, non solo in Italia, ma in tanti Paesi del mondo. Pochi disegnatori, come Ferri, sono così tanto amati dal suo pubblico, che annovera ammiratori di tutte le età che identificano l’eroe di Darkwood con la sua interpretazione.

Come mai Ferri arriva solo con il terzo volume e non è stato lui a inaugurare la collana?
Perché, nel 2011, Gallieno era impegnato nella realizzazione del numero speciale a colori del cinquantennale (“Lo scrigno di Manito”). Del resto anche Galep, per una curiosa coincidenza, realizzò il terzo Texone dopo i primi due di Buzzelli e Giolitti.

Quindi, per sfruttare l'occasione, hai pensato di affidare a Ferri una storia davvero speciale...
Un simile evento meritava un racconto in qualche modo “particolare”: “La storia di Betty Wilding” getta luce, infatti, sulla figura della madre di Zagor. Del padre, Mike Wilding, sappiamo già molto, se non tutto, dopo che sia Nolitta che Mauro Boselli, in due loro memorabili avventure (“Zagor Racconta” e “Il ponte dell’Arcobaleno”) hanno approfondito l’argomento. Della mamma, invece, conosciamo soltanto il nome, o poco più. È giunto dunque il momento di capire chi fosse. Molti altri eroi bonelliani si sono confrontati con le loro radici. Conosciamo il padre di Ken Parker, abbiamo assistito alla morte del fratello di Tex, in un racconto Mister No ha incontrato il papà, sappiamo del rapporto conflittuale di Dylan Dog con Xabaras. Il mio racconto dedicato alla madre di Zagor si inserisce in questo filone, o in questa tradizione. Già era noto che Betty Wilding veniva dall’Irlanda: adesso capiremo perché ha lasciato la sua terra d’origine e dove e come ha incontrato quello che sarebbe diventato suo marito, conosciuto dopo che Mike era già stato radiato dall’esercito in seguito a una strage di indiani della quale si era macchiato quando era un giovane e ambizioso ufficiale desideroso di far carriera. Anche di questo aspetto si parla nello Zagorone.

Dunque ci dobbiamo aspettare che la narrazione avvenga attraverso un lungo flashback?
In realtà, lo Zagorone non si svolge in flashback, se non in poche sequenze retrospettive. L’avventura, piena di colpi di scena, è, per il resto, narrata “in diretta” e il dramma si svolge soprattutto nel presente dello Spirito con la Scure. C’è una fanciulla in pericolo che compare anche in copertina, e che è collegata (in un modo che scoprirete leggendo) con la mamma del nostro eroe. La storia, per quanto perfettamente e immediatamente comprensibile da tutti, è inoltre piena di riferimenti ad altri episodi, collegando fra loro varie vicende e strizzando l’occhio al lettore, nella speranza di divertirlo con il gioco di rimandi e anche con il ritorno in luoghi già noti a chi segue la serie, come il Clear Water.

E dopo questo nuovo gigante? Cosa ci riserva il restante 2013 zagoriano?
Quest'anno è segnato da novità entusiasmanti. A parte la trasferta sudamericana che continua, il primo di agosto verrà varata una nuova collana dal titolo “Color Zagor”, con una storia disegnata da Walter Venturi che narra il passato del capitano Fishleg; inoltre le Edizioni If si apprestano a varare una ristampa a colori degli albi di Cico, mentre Repubblica-L’Espresso, a grande richiesta, proseguirà la pubblicazione di Zagor Collezione Storica a Colori oltre ai volumi precedentemente annunciati. Sono in arrivo, inoltre, un documentario del regista Riccardo Jacopino, dal titolo “Noi, Zagor” e un saggio di Graziano Romani proprio dedicato a Gallieno Ferri (edito da Panini Comics).

Intervista a cura di Luca Del Savio