Anteprima Le Storie

Uomini e scimmie

Gianmaria Contro ci porta a esplorare i temi alla base del racconto "Neogenesi", scritto da Carlo Ambrosini e visualizzato da Giulio Camagni, pubblicato sul numero 39 della collana Le Storie, in edicola dal 12 dicembre.

Neogenesi, la vicenda ideata da Carlo Ambrosini – e visualizzata da Giulio Camagni – per il trentanovesimo albo de Le Storie, ci porta sul terreno di un’antica fantasia umana, un incubo – e un desiderio – che si muove nell’interstizio che separa la coscienza dall’inconscio, la civiltà dalla Giungla… L’idea, cioè, che l’umanità intera regredisca allo stato scimmiesco.

…Nel suo La grande scimmia (pubblicato per la prima volta nel 1979), il sociologo Alberto Abruzzese ha messo l’accento proprio sull’immagine di King Kong e sulla potente suggestione psicologica che il film di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack (1933) ha esercitato su tutta la Fabbrica dei Sogni – cinematografica e non – successiva.


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Già nel 1943 il draculesco Bela Lugosi si cala negli ingombranti panni dell’Uomo scimmia (di William Beaudine), ma è già stato preceduto, nel 1940, dall’eterno rivale Boris Karloff che, con The Ape (firmato da William Nigh), ha preso possesso del tema… O forse no? Lugosi, in effetti, era stato protagonista nel 1939, di una pellicola dal titolo inequivocabile – The Gorilla (Allan Dwan) – dove era l’immancabile bestione fuggito da uno zoo a giocare un ruolo tutt’altro che secondario. Il tutto si svolge secondo un copione che possiamo trovare già in Monster Walks (Frank Strayer, 1932), e che tornerà addirittura nel cartoon Donald Duck and the Gorilla (Jack King,1944). Insomma, nel decennio che segue l’uscita di King Kong – come seguissero le tracce del celeberrimo orangutan de I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe (1841) – registi e produttori sfornano un esercito di primati assassini…


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Le Scimmie Volanti inventate da Frank Baum nel 1900 – per Il meraviglioso mago di Oz – o lo scimmiesco Mister Hyde interpretato da Fredric March nel classico Il dottor Jekyll di Rouben Mamoullian (1931)? Il nobile Tarzan o lo scimmione assassino di House of Mistery (William Nigh, 1934)? Qual è la Scimmia che vince nel nostro immaginario collettivo? La recente, massiccia rivisitazione del cult movie Il pianeta delle scimmie (che Franklin J. Schaffner trae nel 1968 dal romanzo di Pierre Boulle), portata avanti da cineasti come Tim Burton, Rupert Wyatt o Matt Reeves, sembra proporre un rovesciamento paradossale e provocatorio della chiave di lettura convenzionale: i nostri pelosi parenti non sono più mostri-senza-cervello, ma ribelli decisi a insorgere contro il perverso ordine umano, vittime manipolate dalla “scienza impazzita”, pronte – però – a instaurare una civiltà molto simile a quella dei loro oppressori…


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… L’ipotesi – ovvero la domanda – di Ambrosini & Camagni parte da qui: cosa accadrebbe se l’umanità si trovasse a fronteggiare una bizzarra e imprevedibile regressione evolutiva verso i propri antenati “scimmieschi”?

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