Libri

Il principe e il boia

È giunto in libreria il volume che raccoglie due splendidi racconti tratti da "Le Storie". Disegnati da Giampiero Casertano e Nicola Mari, sono firmati da Paola Barbato, autrice anche della postfazione di cui vi proponiamo un estratto.

È già disponibile – in libreria, fumetteria, tramite i principali venditori online e anche sul nostro sito – Il principe e il boia, un volume cartonato, di grande formato, che ripropone due avventure amatissime, originariamente uscite sulla collana Le Storie. Si tratta di "Il boia di Parigi" (numero 1 della serie, approdato in edicola nell'ottobre del 2012) e "Il principe di Persia" (numero 23, agosto 2014), rispettivamente disegnate da Giampiero Casertano e Nicola Mari, entrambe sceneggiate da Paola Barbato. Tra le pagine del libro – sulla cui copertina campeggia un'illustrazione inedita di Aldo Di Gennaro – troverete anche una sezione che vi porterà dietro le quinte della lavorazione dei racconti in due diversi modi: il primo, attraverso gli schizzi preparatori dei due disegnatori – alcuni ve li proponiamo in questa pagina e nella nostra gallery in apertura, compresi due inediti a colori, firmati da Casertano, che non troverete nel libro. Il secondo, tramite le parole della stessa Barbato, delle quali vi offriamo un estratto qui di seguito.

Raccontando la storia delle storie

di Paola Barbato

Raramente si ha l’occasione di poter toccare con mano quanto il proprio lavoro, per quanto complesso e diversificato, sia sempre invece collegato da sottili fil rouge di cui noi autori rimaniamo inconsapevoli. Consideravo Il boia di Parigi e Il Principe di Persia, due dei miei primi albi per la collana “Le Storie”, abbastanza distanti tra loro. Due vicende ambientate in epoche passate, con persone vestite in costume, ma questo mi sembrava il solo punto d’unione. Invece mi sbagliavo.

Quando nell’estate del 2010 Mauro Marcheselli, allora curatore della nuova collana Bonelli de “Le Storie”, mi chiese di scegliere un periodo storico in cui ambientare un albo, non ebbi il minimo dubbio. È un fatto, tutta la generazione degli anni ’70, prevalentemente grazie al cartone animato Lady Oscar, conosce a menadito gli avvenimenti legati alla Rivoluzione Francese, e io non facevo eccezione.


Sanson, in un'illustrazione inedita di Casertano.
(Cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Il mio gusto per il macabro, però, ha spostato subito l’attenzione dai fasti di corte e la disperazione nelle strade a quella che è stata l’indiscussa protagonista di quel periodo: la ghigliottina.

Era uno strumento nuovo che aveva il bizzarro compito di rendere più “eleganti” le esecuzioni pubbliche, invece di affidarle alle mani imprecise di un boia, e ben presto sarebbe diventato un simbolo vero e proprio. Mi sarebbe piaciuto scrivere una storia su di esso, su quanto odio e quanta paura attirasse su di sé.

Mi chiesi subito il boia che fine avesse fatto, come aveva vissuto questo passaggio da artefice fisico della morte altrui a semplice manovratore di una macchina che gli avrebbe rubato le luci della ribalta. È stato così che sono venuta a conoscenza dell’esistenza di Charles Henry Sanson, il boia in carica prima, durante e dopo la Rivoluzione Francese, il primo a utilizzare la ghigliottina sotto la cui lama erano periti tutti i grandi protagonisti di quell’epoca sanguinosa: la povera gente, i nobili, i reali e infine i rivoluzionari stessi.

Una figura piena di luci ed ombre, descritto in molti documenti, ufficiali o meno, come un uomo freddo e distaccato ma talvolta anche come un individuo empatico e pietoso. Ho trovato diversi riferimenti agli incontri che ebbe con Luigi XVI (contribuendo lui stesso al progetto per la creazione della ghigliottina), alle ultime parole scambiate con Maria Antonietta e alle visite che faceva ai condannati a morte rinchiusi nella Conciergerie. Ne è uscito un ritratto inquieto che mi è piaciuto moltissimo, quella di Sanson era una figura che usciva tridimensionalmente dal contesto storico e, mescolando realtà e fantasia, avrebbe potuto diventare una sorta di chiave di volta della Storia nella storia.

Continua tra le pagine di Il principe e il boia

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