Intervista Hellnoir

Welcome to Hellnoir!

Abbiamo intervistato Pasquale Ruju, autore, insieme a Giovanni Freghieri, della miniserie Hellnoir: quattro albi in bilico tra la nostra realtà e una dimensione infernale, carichi di tensione e di indimenticabili atmosfere.

Dopo l'uscita del primo albo, Una città per cui morire, il 26 novembre giunge in edicola il secondo numero di Hellnoir, Cherchez la femme. Per presentarci l'intera miniserie (strutturata in quattro parti) e le caratteristiche del racconto, abbiamo sottoposto lo sceneggiatore Pasquale Ruju al fuoco di fila delle nostre domande. Lui non ha fatto una piega: si è aggiustato la tesa del cappello, ha regolato le veneziane in modo che la luce tagliente desse all'ambiente la giusta atmosfera e, sorseggiando un bourbon d'annata, ci ha risposto così...

Qual è stata la scintilla che ha fatto nascere Hellnoir? Quali sono gli elementi che, mescolandosi nella tua mente, sono riemersi sotto forma di questa nuova miniserie?

In realtà l'idea mi girava per la testa già da diversi anni. Il detective che risolve un caso di omicidio andando a parlare direttamente con la vittima era uno spunto che mi pareva potesse generare ottimi sviluppi. Una città infernale abitata solo da morti ammazzati è senz'altro di per sé un potente motore di storie. Come mi è già capitato di dire, ci sono idee che dopo poco tempo "appassiscono" e muoiono, che a distanza anche di qualche mese non sembrano più così buone. Altre, invece, continuano a ronzarti nel cervello, non si arrendono. Vogliono, fortissimamente vogliono, trasformarsi in storie. Ecco, con Hellnoir è andata così.

Potevo immergermi in un mondo che da un lato appagasse la mia passione per il noir e l'hard-boiled, e dall'altro mi permettesse di spaziare in campi diversi, con elementi horror e soprannaturali.

Potevo immergermi in un mondo che da un lato appagasse la mia passione per il noir e l'hard-boiled, e dall'altro mi permettesse di spaziare in campi diversi, contaminando le avventure dei miei personaggi con elementi horror e soprannaturali. Una contaminazione che, in misura più limitata, era già apparsa nella serie "Cassidy". C'è molto dei romanzi di Raymond Chandler, dietro a Hellnoir, ma anche molto cinema nero, francese e americano. E ci sono fumetti come "La città", di Ricardo Barreiro e Juan Gimenez, "V for vendetta", capolavoro di Alan Moore e David Lloyd, e ovviamente "Sin City", di Frank Miller. Ma il lettore attento troverà riferimenti anche alle opere di John Carpenter, a quelle di George A. Romero e perfino a Michael Mann e a Sergio Leone. Tutto ciò che amo di più, insomma.

Sfogliando gli albi, il lavoro di Giovanni Freghieri sembra assolutamente perfetto per visualizzare la tua idea. Hai scritto la storia con in mente un disegnatore preciso o lavorare con Freghieri è stata una felice coincidenza?

Il progetto è stato portato avanti fin dall'inizio a quattro mani. Giovanni ha creduto subito molto in questa storia, e ci ha messo tutto sé stesso, arrivando a scindere il suo stile, e recuperare il segno nero e “pre-milleriano” dei suoi esordi, per rendere meglio le atmosfere cupe e fosche di Hellnoir. Un lavoro eccellente, da par suo, che non mancherà di stupire ed emozionare i lettori, proprio come ha stupito ed emozionato me la prima volta che ho potuto vedere le tavole complete.

Il mondo di Hellnoir svela i suoi protagonisti e le regole su cui si regge man mano che lo racconti: quali sono i cardini del tuo racconto?

Hellnoir è una città di vittime reincarnate, non tutte necessariamente buone o innocenti. Alcune di esse, anzi, sono delle autentiche carogne. È un inferno "laico", governato alla meglio da una casta di demoni - i Daem - che a loro volta si sono corrotti a contatto con gli umani. Nessuno invecchia, a Hellnoir, e nessuno muore di morte naturale. In teoria, ognuno dei suoi abitanti potrebbe vivere per sempre, ma all’atto pratico, in una società così brutale e violenta, è molto facile venire uccisi, e finire così da qualche altra parte. Probabilmente in un luogo anche peggiore.


La ciità di Hellnoir e Melvin Soul (cliccate sull'immagine per visualizzare la pagina intera).

Dunque, le regole sono semplici: evitare i Daem, farsi gli affari propri, tentare di sopravvivere alla meglio. Ovviamente il mio protagonista, Melvin Soul, le trasgredisce tutte.

► L'intreccio di Hellnoir si dipana su due piani dell'esistenza: il nostro e quello di una dimensione quasi infernale nella quale si muove Melvin Soul. Oltre che graficamente, come hai voluto separare, dal punto di vista della scrittura, le due realtà?

Il segno e l'impostazione della tavola, che nelle parti "infernali" della storia trasgredisce le regole della "gabbia" bonelliana, nelle mie intenzioni dovevano marcare nettamente la differenza fra i due mondi. In più, vediamo Hellnoir attraverso gli occhi di Mel. Lui ci racconta la sua città e la sua seconda vita in prima persona, con tutta l'amarezza e l'ironia di cui è capace, arrivando a rivolgersi direttamente ai lettori attraverso un flusso di pensiero reso per didascalie. Seguire le sue avventure in fondo è una sorta di esperienza medianica. Mel è un morto che ci parla dall'aldilà. Solo che non abbiamo bisogno di candele e tavoli a tre gambe per ascoltarlo. Ci basta andare in edicola.

► Nei quattro capitoli, le donne sembrano giocare un ruolo chiave. Puoi presentarci le protagoniste femminili della serie?

Sono donne molto diverse fra di loro. La prima è ovviamente Cassandra "Cassie" Soul, la figlia di Mel. Era solo una bambina, quando lui fu ucciso, e avendo assistito alla sua morte è in qualche modo rimasta legata a lui. A causa di ciò, attraverso un semplice rituale, molto poco esoterico, riesce a richiamare la sua attenzione e a parlargli, evocando un ponte medianico fra i due mondi. Cassie ormai è una donna. Un ispettore della squadra omicidi di Chicago, alle prese con delitti efferati e spesso difficili da risolvere. In certi casi, dunque, ha ancora bisogno dell'aiuto di suo padre. E Mel, detective privato a Hellnoir come lo era in vita, è ben felice di concederglielo.

La seconda, importante co-protagonista della storia è Kyra, una Daem di casta elevata, una sorta di principessa-demone, destinata a sposare un nobile di pari lignaggio. Sensuale, feroce e capricciosa, Kyra diventerà una cliente di Mel, spingendolo in un meccanismo infernale da cui non sarà facile per lui venire fuori.


Le donne di Hellnoir: Cassie, Kyra, Catherine e Blanche.

Poi c'è Catherine Wayne, bella e brava reporter, da sempre amica e amante di Mel. È per lui un punto di riferimento, la donna da cui andare a cercare informazioni, conforto, rifugio. Colei che gli cura le ferite, che lo ascolta, gli dona affetto e piacere. Se a Hellnoir esistesse l'amore, quello vero, Mel e Catherine starebbero insieme. Ma nessuno dei due può permetterselo. Così, portano avanti una relazione molto particolare, ma anche solida e tenace. Uno spiraglio di calore e di tenerezza, nel mondo freddo e duro che li circonda.

L'ultima protagonista è Blanche Deville, giovane e bellissima figlia del senatore Deville, probabile futuro candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Blanche è anche la vittima di un omicidio rituale, un vero e proprio sacrificio umano, ed è "l’ultima arrivata" a Hellnoir. Cassie indaga su di lei, Mel la cerca dappertutto, ma uomini misteriosi e potenti sembrano proteggerla e nasconderla, fin dalla sua prima apparizione nella "città di sotto". Non dirò molto di più in proposito. Toglierei ai lettori il gusto di scoprire ciò che succederà.

► Dopo il buio perpetuo e l'odore di zolfo di Hellnoir, sei già tornato nel polveroso West di Tex? A cosa stai lavorando, attualmente?

Dopo Hellnoir, ho ripreso a tempo pieno il mio impegno su Tex. Attualmente ho in lavorazione due nuove storie, che saranno disegnate da Sandro Scascitelli e Ugolino Cossu. Il 20 novembre, inoltre, è appena arrivato in edicola l'ottavo Color Tex, contenente una mia storia breve, illustrata e colorata da Sergio Tisselli. E in primavera uscirà una storia doppia con i disegni del maestro Giovanni Ticci. Sempre in primavera arriverà anche un mio nuovo Dylan Dog, una storia efferata sul mondo degli snuff movies, con la complicità di Davide Furnò e Paolo Armitano. E infine, per non farci mancare nulla, ho finito di scrivere il mio primo romanzo. Una storia nera di amore e N’drangheta, che sarà pubblicata nella collana Sabot/Age, curata da Massimo Carlotto e Colomba Rossi per le edizioni E/O.

Insomma, che dire, proprio come a Hellnoir, anche da queste parti non ci si annoia mai!

A cura di Luca Del Savio