Intervista Dampyr

Il destino del Dampyr!

Abbiamo intervistato Claudio Falco, sceneggiatore di "Il libro del tempo perduto", una storia davvero imprescindibile per i seguaci dell'ammazzavampiri bonelliano, pubblicata sullo Speciale Dampyr 11, in edicola dal 22 ottobre.

Nell'albo in uscita il 22 ottobre, l'undicesimo Speciale Dampyr, il protagonista è un Harlan Draka un po' diverso dal consueto. Lo vedrete invecchiato e con la testa china tra le pagine de "Il libro del tempo perduto". A svelarci il contenuto di questo tomo arcano, che narra i destini dei tanti protagonisti della serie, troviamo lo sceneggiatore Claudio Falco: napoletano, classe 1958, impara a leggere sugli albi di Tex e da quel momento non smette più di divorare fumetti, mai immaginando che un giorno li scriverà per professione. Abbiamo chiesto a Claudio di portarci nei meandri della sua ultima fatica dampyriana ed ecco che cosa ci ha raccontato.

Hai fatto il tuo esordio su Dampyr sei anni fa, con la storia "La selva della paura". Quali erano le tue precedenti esperienze? Come sei arrivato a scrivere storie per l'Ammazzavampiri di Boselli & Colombo?

In maniera quasi casuale. “La selva della paura” non rappresenta solo il mio esordio bonelliano, ma anche la mia prima sceneggiatura assoluta da professionista. Prima, avevo fatto solo cose “amatoriali”. Il primo contatto con Mauro Boselli avvenne tramite Giuliano Piccininno, disegnatore della serie che conoscevo da tempo. Gli inviai un paio di soggetti che gli piacquero, ma la cosa, per una serie di motivi, non ebbe seguito. Poi, un bel po’ di tempo dopo, diedi una mano a riordinare gli appunti per una storia che Mario Faggella, mio migliore amico e sceneggiatore di un paio di bellissimi albi di Dampyr, scomparso prematuramente, non aveva fatto in tempo a scrivere (la sceneggiatura, “Il musicista stregato” è stata poi scritta da Boselli).

Un Dampyr invecchia cinque volte più lentamente di un normale essere umano. Questo significa che, inevitabilmente, i suoi compagni di lotta e le altre persone alle quali è legato sono destinati a morire prima di lui...

In quell’occasione Mauro mi propose di sottoporgli qualche altra idea… ed è cominciato tutto!

Dopo una decina di racconti, ti ritrovi a sceneggiare una storia importante per il personaggio, pubblicata tra le pagine dell'undicesimo Speciale... Spiegaci la particolarità di questo racconto…

È una storia, per l’appunto, molto particolare. Alla base c’è il fatto che un Dampyr, come i lettori sanno bene, invecchia cinque volte più lentamente di un normale essere umano. Questo significa che, inevitabilmente, i suoi compagni di lotta e le altre persone alle quali è legato (ormai ho una strana deformazione per la quale penso ai comprimari della serie come a delle persone reali più che a dei personaggi di fantasia) sono destinati a morire prima di lui. Un giorno, riflettendo su questa cosa, mi sono “visto davanti” all’improvviso Harlan ormai vecchio, segnato dai ricordi di una vita di battaglie e senza più la forza di un tempo. Ma un Dampyr non va in pensione. Non è affatto detto che, diciamo tra duecento anni, la guerra contro i Maestri della Notte, le schiere infernali e gli altri nemici sia conclusa… Certo, allora il giovane Dampyr Charles Moore sarà adulto, ma siamo sicuri che vorrà “raccogliere l’eredità” di Harlan?

Ne "Il libro del tempo perduto" sveli, dunque, il destino di tanti personaggi della serie: si tratta di riflessi di ciò che accadrà realmente o il futuro può essere cambiato?

Questa è una domanda da un milione di dollari! Rischio uno “spoiler” grosso come una casa (e di incorrere nelle ire di Mauro Boselli). Credo di poterti dire, però, che anche il nostro Harlan sarà costretto a porsi (con una certa angoscia) questa domanda. E una prima risposta arriverà (a lui e ai lettori) già nei prossimi mesi...


Frammenti di futuro! (disegni di Fabio Bartolini).

Al di là di quest'avventura davvero speciale, normalmente, quanto è difficile tenere i fili dei tanti comprimari, amici e nemici del Dampyr che popolano la serie di Boselli & Colombo?

Difficile? Difficilissimo! Al di là della continuity (che anche quando sembra che non incida in una storia, in realtà è comunque presente sotto traccia), la maggiore difficoltà per un collaboratore, a mio modo di vedere, consiste nel fatto che Boselli e Colombo non hanno creato una “semplice” serie: hanno inventato un mondo. E questo mondo ha delle regole precise.

Boselli e Colombo non hanno creato una “semplice” serie: hanno inventato un mondo!

I Maestri della Notte sono una confraternita (ben poco “fraterna” a dire il vero) di vampiri molto diversi da quelli ormai fissati nell’immaginario collettivo da tonnellate di libri, film e quanto altro. Le schiere infernali, i vari Iblis, Nergal e compagnia bella, hanno una ben definita “organizzazione sociale”. Senza parlare di personaggi che i lettori hanno visto ancora poco, ma che sembrano destinati a un luminoso futuro da "villain", come il misteriosissimo Sho-Huan. Si rischia di sbagliare a ogni passo, ma (almeno per me) la complessità dell’universo dampyriano è una delle cose che rende davvero divertente scriverne le storie.

Dopo questa occasione, quando ti ritroveremo alle prese con Harlan, Tesla e Kurjak?

In questo momento sto scrivendo due sceneggiature (una disegnata da Fabiano Ambu e l’altra da Alessio Fortunato) delle quali almeno una, per l’appunto, credo che avrà qualche riflesso sulla continuity. Ce ne sono diverse altre pronte o in corso di realizzazione e un paio dovrebbero uscire a cavallo tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Mi piacerebbe riuscire a scrivere di più, ma, come forse i lettori sanno, faccio (anche) il medico e non sempre è facile trovare il tempo. Come se non bastasse sono ematologo e quindi, in un caso e nell’altro, ho a che fare con il sangue. Una schizofrenia niente male, direi!

A cura di Luca Del Savio