Intervista Zagor

Zagor 600!

Il 2 luglio, lo Spirito con la Scure festeggia la sua seicentesima uscita con un albo, tutto a colori!, disegnato dal Maestro Ferri. Abbiamo intervistato Jacopo Rauch, sceneggiatore dell'avventura, per sapere tutto su Zagor 600 e sul ritorno degli Akkroniani!

Seicento albi di Zagor costituiscono un traguardo editoriale straordinario! Un evento da sottolineare e al quale riservare un trattamento speciale. Non solo presentando la seicentesima uscita "in technicolor" (come da pluriennale tradizione delle nostre serie), ma anche facendo in modo che l'avventura pubblicata tra le pagine dell'albo in questione sia di quelle indimenticabili! Cosa architettato Jacopo Rauch, sceneggiatore del racconto che troverete in edicola il 2 luglio? Glielo abbiamo domandato nella nostra intervista...

► Gli Akkroniani! Un ritorno attesissimo, dai fan di Zagor! Quanta pressione ti ha creato quest'attesa, durante la lavorazione della storia?

Sarò modesto. Nessuna!... Un po' perché, essendo io stesso un grande fan degli Akkroniani, l’idea di riportarli in scena eccitava me per primo. E un po' perché il soggetto di partenza era molto preciso e senza incertezze.


Una considerazione foriera di guai.

Dunque avevo, da un lato, l'esaltazione di un grande ritorno da scrivere. E dall'altro, una traccia che non lasciava spazio a ripensamenti o dubbi. Così, ho scritto la storia davvero di getto, senza riflettere troppo sulla grande responsabilità che avevo (per fortuna, aggiungo!... Perché se mi fossi soffermato a pensarci troppo sopra, probabilmente sarei rimasto paralizzato dall’enormità della missione...).

► Hai pensato di rimettere in carreggiata i lettori, scrivendo una sorta di parte introduttiva della storia, oppure l'avventura inizia in medias res, precipitando il lettore nel cuore della vicenda?

Niente inizio in medias res. Assolutamente no!... La storia, essendo un numero centenario, celebrativo, doveva per forza rispettare una serie di regole e paletti. Primo fra tutti, la struttura della trama, che, mi sono imposto, doveva essere la più classica possibile. Nolittiana, direi. Con uno svolgimento lineare, amico del lettore, come amava definirlo lo stesso Sergio Bonelli. L’unica piccola deroga che mi sono concesso, rispetto a una narrazione tradizionale, è l’introduzione agli eventi con un breve riassunto iniziale, assolutamente inevitabile per richiamare ai lettori gli elementi della vicenda passata, su cui si basa la nuova storia.

► Quali sono gli altri paletti a cui accennavi poco fa?

Più che altro, ci sono le regole che mi sono auto-imposto. L’obbligo di tenere Zagor, o Cico, in scena in ogni momento della storia, in omaggio allo stile nolittiano. E quello di inserire nella vicenda quanti più topoi zagoriani potevo. Da una canzoncina con gag di Cico, al raduno di capi alla Radura della Piccola Acqua, all’immancabile cameo per i personaggi più amati che popolano la foresta di Darkwood, trappers e pellerossa.

Gli Akkroniani erano sempre lassù, da qualche parte, ad affilare le armi nell’attesa di tornare a farsi vivi, più agguerriti che mai!...

Nel tentativo, insomma, di scrivere una storia che strizzasse l’occhio soprattutto al passato e agli elementi più classici della serie, com’è giusto e doveroso che sia per un albo celebrativo.

► Dopo l'ultima sconfitta, la minaccia degli alieni dal Sesto Pianeta sembrava ormai cosa passata. Come hai architettato la loro ricomparsa in scena? Da quali basi sei partito?

Oddio. Ti dirò... Proprio passata, la minaccia non mi è mai sembrata. Dopo il primo incontro con Zagor, gli Akkroniani erano stati semplicemente messi in fuga... ma erano sempre lassù, da qualche parte (ho sempre immaginato) ad affilare le armi nell’attesa di tornare a farsi vivi, più agguerriti che mai!... Solo che questa volta, logicamente, non poteva essere per una semplice esplorazione, come in precedenza, ma per un’invasione vera e propria del nostro pianeta, con tanto di flotta spaziale!... Sono partito da qui. La difficoltà era semmai condensare il tutto in un albo... e far svolgere la vicenda interamente a Darkwood, con Zagor sempre in scena, assoluto protagonista. Una volta che ho pensato di aver trovato l’idea giusta per riuscirci (che però non posso rivelare qual è, ovviamente) mi ci sono buttato a capo fitto.

► Hai lavorato con Gallieno Ferri, già autore della prima "invasione" akkroniana: come si è sviluppata la vostra collaborazione? C'è stato uno scambio di idee, riguardo il soggetto o alcuni passaggi della sceneggiatura?

Paradossalmente, dopo tanti anni di collaborazione con la testata, questa era la prima volta che scrivevo una storia per il Maestro. E mi è toccata la fortuna di farlo proprio per il numero seicento!...


I malvagi Akkroniani minacciano Darkwood.

In realtà, la collaborazione verbale con Ferri si è limitata davvero all’essenziale. Anche perché non c’è stato bisogno di tante parole. Proprio come la stesura della sceneggiatura, infatti, anche la realizzazione dei disegni è andata ugualmente liscia come l’olio. Fluida.

Là dove le mie descrizioni erano carenti, specialmente per quanto riguarda i dettagli della tecnologia akkroniana, ci pensava il Maestro ad arricchirle e a interpretarle di testa sua, facendo ogni volta un lavoro superbo, senza bisogno da parte mia di dirgli alcunché!... Da stropicciarsi gli occhi! Non per niente stiamo parlando di Gallieno Ferri! Un onore davvero, lavorare con lui, e, soprattutto, un grandissimo piacere!

► Nell'albo si intravede anche l'ombra di Hellingen: questa storia fa da apripista per il suo annunciato ritorno?

Come tutti i centenari precedenti, anche questa storia è autoconclusiva. Inizia e finisce lì, senza lasciare nulla in sospeso. Si focalizza, dunque, esclusivamente sugli Akkroniani! Però, ovviamente, un legame con Hellingen esiste... Mi sono coordinato con Moreno Burattini (curatore della collana), facendo in modo che la vicenda si svolga in perfetta continuity e che non manchino gli allacci con l'avventura seguente, quella che, il mese prossimo, riporterà in scena l'amato/odiato "mad doctor" zagoriano!...

a cura di Luca Del Savio