Ciao, Peppe!

Il 16 novembre 2014 ci lasciava prematuramente il disegnatore Giuseppe Barbati. Con la collaborazione di Maurizio Di Vincenzo e Gianfranco Manfredi, abbiamo confezionato un breve ma sentito ricordo.

La scomparsa di Giuseppe Barbati, morto a 48 anni lo scorso 16 novembre, ha colpito particolarmente i tanti amici che aveva in redazione e nel mondo del fumetto, amici per i quali era semplicemente conosciuto come Peppe o Beppe.


Una tavola di "Coney Island",
miniserie di prossima pubblicazione
(cliccate sull'immagine per ingrandirla).

Due di loro ci hanno aiutato a realizzare questo piccolo omaggio. Maurizio Di Vincenzo (disegnatore di Dylan Dog) ha recuperato alcune foto che non hanno mancato di strapparci un sorriso, accompagnate da qualche disegno creato dall'amico scomparso. Da diversi anni, Barbati era impegnato nel ruolo di "matitista"; nella nostra gallery, possiamo ammirare anche alcune illustrazioni interamente realizzate da lui.

L'altro amico che ha voluto condividere un suo pensiero con i lettori del nostro sito – uno scritto originariamente apparso sulla sua pagina personale di Facebook – è Gianfranco Manfredi, "papà" del recente Adam Wild, che ha tante volte lavorato con Giuseppe e che ha sceneggiato anche la sua ultima storia, inchiostrata da Bruno Ramella: Coney Island, miniserie di prossima pubblicazione.

"Ieri sera, Beppe Barbati ci ha lasciato. Ci mancherà molto, a tutti noi, colleghi e soprattutto amici. Era una bella persona. Non gliene importava niente di diventare ricco e famoso, gli bastava guadagnare abbastanza per vivere ed essere abbastanza noto per poter continuare a lavorare, ma non ha mai anteposto il lavoro alla vita quotidiana. Il suo contributo creativo è stato notevole e a volte i lettori non se ne sono nemmeno accorti, perché Beppe negli ultimi anni si prestava volentieri a correggere il lavoro degli altri, in redazione, con rispetto e discrezione, e questo lavoro oscuro lo ha fatto su molte testate.

Se un suo collega si trovava in difficoltà e aveva bisogno di lavorare, Beppe non mancava di suggerirlo per questa o quella testata. Se era lui a trovarsi in un periodo difficile, trovava sempre comprensione, grazie alla sua innata simpatia, la sua umanità, il suo senso del limite. Non l'ho mai visto arrabbiato, in tutti gli anni che abbiamo lavorato insieme. Mi spiace molto che il suo ultimo lavoro, al fianco, come quasi sempre, di Bruno Ramella debba apparire postumo. Ci abbiamo impiegato quasi quattro anni, tanta è stata la cura che gli è stata dedicata, anche passando da pause obbligate e momenti assai poco felici per vicissitudini che possono capitare sempre nella vita di tutti noi.

Grazie, Beppe, per esserci stato compagno, tutti noi ti ricorderemo sempre."