Intervista Orfani

Un orfano chiamato Ringo!

Il 16 ottobre è il giorno di Orfani: Ringo, Seconda Stagione della serie creata da Recchioni e Mammucari. Ci siamo fatti dare qualche anticipazione dal disegnatore, che ora firma anche le spettacolari copertine!

Orfani: Ringo numero uno è atteso in edicola dal 16 ottobre. Tante le novità di questa Seconda Stagione della saga di Orfani, a partire dalle copertine: Massimo Carnevale lascia il timone a Emiliano Mammucari, co-creatore della serie, insieme a Roberto Recchioni. Abbiamo chiesto proprio a Mammucari di presentarci le caratteristiche di questo nuovo ciclo narrativo. Un ciclo il cui numero 1 si apre proprio con gli spettacolari disegni dell'autore di Velletri.

► Dopo la conclusione della prima stagione di Orfani, l'esordio della seconda è sempre affidato al tuo tratto: un vero tour de force, per te! Quanto è stato difficile mantenere le scadenze per realizzare questo "doppio episodio"?

Ho realizzato in due episodi in contemporanea per questioni "logistiche". Ho disegnato la prima parte del finale di Orfani per poi passare alle prime quaranta di Ringo. In seguito sono tornato su Orfani 12 e successivamente alla chiusura di Ringo numero 1.


"Roberto e io avevamo elaborato sequenze con più variazioni
di stile per chiudere tutte le 'anime' della serie [...]".
(cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera)

Più che i tempi stretti, ho trovato laboriosi i cambi di registro: Orfani 12 è una storia che ha bisogno di un approccio cerebrale, Roberto e io avevamo abbiamo elaborato sequenze con più variazioni di stile per chiudere tutte le "anime" della serie. C'era da illustrare le scene del passato, i flashback, i sogni, la bellezza di quello che avrebbe potuto essere, la brutalità del reale. 
Orfani: Ringo è uno sparo di fucile. Grezzo, violento e aggressivo. Nessun approccio cerebrale: Ringo va disegnato d'istinto. 

► Con Orfani: Ringo la storia si sposta avanti nel tempo, rispetto alla prima stagione: come hai caratterizzato i tuoi personaggi "invecchiati" di un ventennio?

Non è che ne siano rimasti in vita molti, vista la strage che abbiamo fatto nella prima stagione, a dire il vero... 
Ringo è più adulto, ha grossomodo quarant'anni. È appesantito, ma sempre letale. Indurito, questo sì. Graficamente abbiamo voluto far sparire sfumature e interpretazioni: a quarant'anni non c'è più il ventaglio di possibilità che hai a venti. Sei quello che sei. Se il giovane Ringo teneva un diario e faceva battute in continuazione, il Ringo adulto si concentra sull'agire. 

► E il mondo di Orfani, come è cambiato? Qual è la Terra su cui si muovono i protagonisti della seconda stagione?

La Terra sta morendo. L'economia si è spenta, la società si è militarizzata in attesa della fine. I nuovi Orfani, a differenza dei precedenti, sono nati e cresciuti all'inferno. 

► Come mai l'Italia e Napoli in particolare, come scenario del primo numero di Ringo?

Ringo è una serie "on the road". Siamo partiti da Napoli perché è una città che io e Roberto amiamo molto. Il viaggio sarà verso Nord in direzione dell'epicentro dell'esplosione che si vede nelle prime pagine del numero 1 di Orfani. 
La scelta di usare l'Italia è una naturale evoluzione di quello che ci eravamo prefissati con la prima serie: raccontare quello che ci sta intorno, eliminare nomi anglofoni, smettere di sentirci dei "colonizzati culturali". Che non significa guardarsi l'ombelico. Raccontare casa nostra, il Mediterraneo, significa parlare di un qualcosa che ribolle. 


Napoli, Piazza del Plebiscito nel futuro distopico di Orfani: Ringo.
(cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera)

► Vedremo altre "location" nostrane, nelle prossime avventure?

Napoli è abbastanza lontana dall'epicentro dell'esplosione. Man mano che saliamo, le città che incontreremo avranno subito modifiche radicali.

► Dopo le cover di Caravan, torni a ricoprire il ruolo di copertinista. Come stai caratterizzando le immagini di copertina di Ringo? Hai adottato un approccio in linea con quello di Massimo Carnevale o cerchi di distaccarti da chi ti ha preceduto, contando sulla forza del tuo segno elegante e pulito?

Succedere a un genio come Massimo è sempre problematico... per questa serie era necessario dare un cambio di direzione radicale, proprio per far capire che non siamo più nel mondo della prima serie. Se le copertine della prima stagione erano pittoriche e meravigliosamente "classiche", quelle della seconda saranno all'insegna della stilizzazione.   

► Raccontaci come nasce una copertina di Ringo: quali sono i passaggi che portano al definitivo?

Parlando al telefono con Roberto e cercando il senso della storia che si sta per raccontare. Col tempo abbiamo capito che si può far passare una sola informazione per volta, altrimenti ci si confonde.

Nella prima era necessario dire, chiaro e tondo, che Orfani non è più una serie corale. Nella seconda che il soggetto del racconto è la strada. E così via. 
La prima copertina è inchiostrata e colorata. Man mano che, col progredire della storia, la "geografia" di Ringo si farà stilizzata e rarefatta, cercherò di far sparire il segno.  

► Oltre alle copertine, ti rivedremo presto tra le pagine di Ringo?

Per realizzare la prima stagione ci sono voluti 4 anni. Ora che siamo in edicola i tempi sono più concisi e non si riesce a realizzare due numeri a stagione, ma sono arrivati a darci man forte degli amici che sono disegnatori straordinari. Di mese in mese, scoprirete che Orfani: Ringo sarà un vero piacere da sfogliare!

a cura di Luca Del Savio