Intervista Dragonero

Olivares imperiale!

Abbiamo incontrato Giancarlo Olivares, disegnatore della doppia storia di Dragonero in edicola ad agosto e settembre, ambientata nella capitale dell'Erondàr!


Giancarlo Olivares

I numeri 15 e 16 di Dragonero racchiudono tra le loro pagine una doppia avventura che porta Ian Aranill a Vàlhendàrt, cuore dell'impero erondariano.

A visualizzare una storia ricca di intrighi e misteri, ambientata tra le sfarzose e incombenti mura della capitale, è stato chiamato Giancarlo Olivares.

Al disegnatore bresciano, già noto e apprezzato dai lettori di Nathan Never, abbiamo chiesto di portarci dietro le quinte della lavorazione di "Intrighi a corte" e "Discesa nell'inframondo" e di raccontarci la creazione di un'ambientazione davvero importante per la serie di Dragonero.

Dopo tanti anni spesi tra lo spazio profondo e città del futuro di Nathan Never, com'è stato affrontare il mondo fantasy dell'Erondàr?

Il genere fantastico è sempre stato tra i miei preferiti fin da quando (ancora andavo a scuola) ho scoperto il mondo di Tolkien leggendo "Il Signore degli Anelli". Nei miei lavori giovanili ho sempre dedicato ampio spazio a disegni di genere fantasy, perciò è stato con molto entusiasmo che ho affrontato Dragonero. Ma non è stato facile, comunque, data la complessità del mondo inventato da Stefano Vietti e Luca Enoch, visualizzato per la prima volta da Giuseppe Matteoni.


Studio per una delle due statue
che ornano l'arco della città.
(cliccate sull'immagine per ingrandirlo).

Fortunatamente, il materiale iconografico è molto vasto e le fonti di ispirazione numerose. Dove è stato possibile ho cercato di ispirarmi al mondo medioevale vero, consultando fonti storiche per abbigliamento, armi, armature, architetture e quant'altro.

Quando è nato il tuo coinvolgimento nella serie? Il tuo esordio avviene con il numero 15, in edicola ad agosto, ma sono certo che, data la tua pluriennale amicizia con Vietti, non sei "saltato a bordo" per caso...

Non appena la serie è stata confermata, Stefano e Luca mi hanno subito proposto di entrare a far parte dello staff creativo. Dopo tanti anni passati a realizzare storie per Nathan Never, sentivo la necessità di cambiare genere e personaggio, perciò ho accettato con entusiasmo questa nuova avventura. Una volta esauriti i miei impegni con l'Agente Speciale Alfa ho cominciato subito a lavorare sulla storia di Dragonero.

Questa doppia avventura si è rivelata da subito molto impegnativa, sia a livello di sceneggiatura che di scenografia. Il lavoro di studio su ambienti e personaggi mi ha preso molto più tempo di quello preventivato. Ci sono stati momenti in cui ho temuto che non sarei mai riuscito a portarla a termine...

Dunque, la tua storia di debutto è doppia ed è scritta da Luca Enoch: cosa raccontano e come si differenziano tra loro le due parti dell'avventura?

Più che per la trama in sé, questo racconto è importante perché presenta un luogo molto importante del mondo di Dragonero: la capitale dell'impero Erondariano, Vàlhendàrt, e la corte imperiale, con i suoi usi e costumi. Nella prima parte, "Intrighi a corte", la città e la corte imperiale occupano la maggior parte dello spazio e la storia risulta molto introduttiva. Molti personaggi (di cui alcuni già conosciuti dai lettori) vengono presentati in un contesto sfarzoso che, nelle nostre intenzioni, doveva un po' richiamare alla memoria il rinascimento italiano. Difatti, molti dei costumi utilizzati nella corte imperiale sono ispirati allo stile rinascimentale europeo.


Veduta 3D della Sala del Trono.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla).

La seconda, "Discesa nell'inframondo", si concentrerà di più sulla trama e sull'avventura di Ian. L'ambientazione diventa più claustrofobica (praticamente tutta la storia è concentrata nel palazzo imperiale) e ci saranno anche dei colpi di scena che apriranno nuove prospettive per la serie.

Come hai caratterizzato le architetture della città e le sale dei palazzi imperiali? Quali sono state le tue fonti d'ispirazione nel realizzare le ambientazioni di questo racconto?

Per rendere l'idea di un ambiente credibile abbiamo fatto un grosso lavoro di progettazione per gli abiti e le architetture della città imperiale. Molti degli ambienti sono stati progettati in 3D (alcuni dall'amico Alberto Pizzetti) per poter essere più facilmente inquadrati da varie prospettive. I modelli di riferimento sono state le architetture imperiali della Costantinopoli bizantina, la Roma imperiale e l'architettura neo romanica, gotica e rinascimentale. Tutto è stato frullato dalla mia creatività con il risultato che tutti possono vedere nelle edicole.

Il materiale iconografico di partenza è stato imponente, ma, quasi tutto, di genere storico. Stefano e Luca mi hanno fornito una enorme quantità di foto di costruzioni medievali italiane che sono servite da base per i palazzi imperiali. In molti casi ho utilizzato costruzioni storiche (come il Duomo vecchio di Brescia) inserite nel contesto del fumetto come omaggio personale alla mia città.

Raccontaci come lavori: che materiali utilizzi? sei passato al digitale, o parti comunque da un disegno su carta?


Studio per il cancelliere Ausofer.
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

Questa, in effetti, è stata la prima storia che ho realizzato completamente in digitale. Per le parti realizzate su carta i materiali sono i soliti: carta, matite, pennelli, china. Per il lavoro digitale uso una Cintiq da qualche anno. Per il lavoro seguo molto l'ispirazione del momento. Se ho voglia di disegnare su carta impugno una matita, altrimenti comincio subito a lavorare in digitale.

Nel realizzare le tavole, riesci a importi una certa routine, a ottenere una certa regolarità, oppure sei un autore che ama lavorare sotto pressione e per dare il meglio lasci che il demone della consegna imminente bussi alla tua porta?

Sono abbastanza regolare nelle mie giornate di lavoro, ma, nonostante tutti i miei sforzi, mi ritrovo sempre a disegnare con il panico dell'ultimo minuto... purtroppo molto spesso è la vita di tutti i giorni che si mette di traverso e manda a quel paese la programmazione del tuo lavoro...

Dopo questa doppia fatica, cosa stai disegnando, attualmente? Ti rivedremo su Dragonero oppure farai di nuovo una capatina in territorio fantascientifico?

Ho già cominciato la lavorazione di un nuovo albo di Dragonero, in uscita il prossimo anno. E sempre il prossimo anno uscirà una storia disegnata da me che farà parte della seconda stagione di Orfani.

a cura di Luca Del Savio