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Anteprima Adam Wild

Vi presento Adam Wild!

Abbiamo incontrato Gianfranco Manfredi, per parlare con lui della sua nuova creatura, un nuovo, avventuroso eroe bonelliano che farà il suo esordio in edicola il 4 ottobre!


Gianfranco Manfredi

Per gli amanti dell'Avventura con la "A" maiuscola, ma anche per gli appassionati di fumetto, in genere, e in particolare delle storie partorite dalla fantasia e dal talento narrativo di Gianfranco Manfredi, il 4 ottobre prossimo è un giorno da tenere bene a mente.

Segnerà, infatti, il debutto in edicola di una nuova serie, creata dall'autore della lunga saga di Magico Vento, ma anche della miniserie Volto Nascosto e del suo seguito, Shanghai Devil.

Si tratta di Adam Wild, una collana che prende il suo nome dal suo protagonista, un personaggio con forti radici nella pura Avventura, come dicevamo; un eroe che abbiamo cercato di conoscere più da vicino, intervistando lo stesso Manfredi.

► Dopo i deserti di Volto Nascosto, è di nuovo il momento di tornare in Africa, in un altro tempo e in un altro luogo, però... Raccontaci quali sono gli scenari in cui si muoverà Adam Wild...

Le storie di Adam sono ambientate in Africa subequatoriale, dal Kenya fino al Sud Africa, includendo Congo e Nigeria. Siamo, cioè, negli scenari classici dell'Africa Nera. Nel solo primo anno di avventure, appariranno almeno cinque diversi stati Africani, anche se il setting prevalente della serie è la Tanzania.

► Ma chi è Adam Wild? Cosa ci fa nell'Africa subequatoriale? E come viene coinvolto nella lotta allo schiavismo?

Adam è un esploratore che opera in un'epoca in cui alle spedizioni geografiche (la ricerca delle Sorgenti del Nilo) comincia a subentrare la ricerca antropologica, cioè lo studio delle popolazioni. In molti stati africani, gli inglesi hanno propugnato l'abolizione dello schiavismo e gli americani post-Lincoln si sono adeguati; ma il traffico di schiavi continua verso il Medioriente, gestito prevalentemente dagli arabi, e, in nuove forme, anche verso l'occidente, dove sono diventati molto popolari gli "zoo umani", le esposizioni esotiche di tribù africane, trattate come animali allo zoo.


Il nostro eroe si presenta.

Adam Wild raccoglie l'eredità dell'antischiavismo di Livingstone (è scozzese come lui), ma le sue esplorazioni sono anche spedizioni di liberazione degli schiavi, cioè è anche un combattente.

► Com'è nato l'aspetto fisico del personaggio? Avevi in mente un volto preciso, quando hai cominciato a immaginarlo in azione, "sulla scena"? Chi si è preso la responsabilità di caratterizzarlo graficamente?

La prima cosa che si nota è che Adam Wild ha i baffi. Rievoca un tempo in cui gli eroi d'avventura cinematografici (Douglas Fairbanks, Errol Flynn, Clark Gable) portavano i baffi. È a questo modello di eroi che ci siamo ispirati, non al classico esploratore in sahariana e casco coloniale. Sono eroi d'avventura perché sono degli avventurieri. Uomini liberi che non stanno al servizio di nessuno.

Alessandro Nespolino ha fatto un bellissimo lavoro per caratterizzare Adam e i principali personaggi che gli stanno attorno. Abbiamo cercato di definire bene tutti i protagonisti, in modo che fossero graficamente espressivi. Altrettanta attenzione abbiamo dedicato ai cattivi, che nella serie costituiscono una galleria di personaggi forti, estremi e assai poco tradizionali. Compaiono da soli, in coppia, in gruppo, persino in un nucleo familiare di squilibrati assoluti!

► Il nostro eroe avrà una spalla fissa, o dei compagni di avventura ricorrenti?

Adam ha una donna fissa – la principessa guerriera bantu Amina – e ha un amico-finanziatore, un nobile italiano cresciuto in Vaticano, il conte Narciso Molfetta, che non è affatto un simpaticone... anzi, è un aristocratico con la puzza sotto il naso, che spesso si rende ridicolo involontariamente.

► Possiamo dire che gli eventi raccontati nelle storie di Adam Wild si insinuano tra le pieghe della Storia, oppure ti sei preso alcune licenze romanzesche per far muovere il tuo personaggio liberamente?


La fiera principessa guerriera Amina.

La cornice storica e geografica è molto precisa. Non mancano battaglie cruciali come la guerra contro gli Zulu, o come quella anglo-boera, ma la serie ha anche molte derive horror e fantastiche. Del resto, credo che i lettori che hanno seguito Magico Vento conoscano già bene i miei sconfinamenti.

► Sfogliando le pagine, qui in redazione, abbiamo visto che sulla serie saranno all'opera tanti autori di talento, molti di questi al loro esordio bonelliano. Presentaci lo staff di disegnatori che daranno vita alle avventure di Adam Wild.

Abbiamo formato una squadra di quattordici disegnatori, ciascuno con uno stile proprio e molto originale. Soltanto con tre di loro (Alessandro Nespolino, Darko Perovic e Paolo Raffaelli) avevo già lavorato in precedenza. Qui non si sono certo limitati a ripetersi. Hanno messo in campo soluzioni nuove. Abbiamo anche mosso la gabbia della tavola, molto più del solito.

Tutti hanno lavorato con impegno straordinario, proprio perché questa è una serie che non si svolge sempre sullo stesso set, è una serie in viaggio. Si passa attraverso scenari molto differenti tra loro. Tutti hanno capito che non si trattava di un lavoro abituale e che non c'erano nemmeno molti modelli di riferimento.

Dunque, sia i maestri riconosciuti come Laci (Vladimir Kristic) e come Pedro Mauro, sia dei giovani quasi al debutto – ma già con armi affilate – come Antonio Lucchi e Stevan Subic, per citarne due, hanno dovuto affrontare un compito impegnativo e lo hanno fatto con uno scrupolo raro, attentissimi a imporre da subito il loro segno. Lavorare insieme a disegnatori di così diversa ispirazione tra loro è stata, fino a ora, un'esperienza creativa davvero molto bella, per me.

► Quali sono state le fonti visive che i disegnatori hanno tenuto come riferimento, realizzando le pagine della serie?

Abbiamo usato una documentazione visiva molto vasta, sia tratta da libri di esplorazioni africane dell'Ottocento, sia da fotografie storiche e contemporanee che da documentari: un repertorio iconografico davvero ricco, ma che ciascuno ha ricreato con notevole personalità grafica. Ne è venuto fuori qualcosa di molto diverso dalla solita Africa da cartolina.

► La continuità delle storie sarà stretta, oppure ogni episodio sarà autoconclusivo e leggibile indipendentemente?


Due tra i "cattivi" della serie brindano alla "salute" di Adam.

La continuity sarà piuttosto lieve.

Ci sarà, perché i riferimenti storici e cronologici sono molti e dunque gli episodi andavano messi in ordine secondo una programmazione coerente; però, ciascun albo sarà godibile in sé.

Si tratta in larga maggioranza di avventure autoconclusive. Poche le storie doppie in previsione.

► Infine, a chi vorresti rivolgerti, in particolare, con le storie di Adam Wild? Quali pensi possa essere il pubblico di riferimento della tua nuova serie?

Fortunatamente, ci sono lettori che mi seguono dai tempi di Magico Vento e dunque non mi sono preoccupato di andare a cercare dei target particolari.

Però, poi, mi sono reso conto, anche dai messaggi che ho ricevuto nel corso della lavorazione, che c'è una certa attesa tra i lettori rimasti orfani di Mister No e anche tra molti aficionados di Zagor. Questo non mi ha particolarmente sorpreso, in quanto si tratta, appunto, di serie di Avventura nel senso classico del termine: foreste, popoli sconosciuti, natura e situazioni di pericolo che non escludono affatto un pizzico di ironia e di leggerezza. Insomma, se ho un lettore di riferimento, questo è il lettore bonelliano DOC!

a cura di Luca Del Savio