Anteprima Fase 2

Il primo giorno del resto della tua vita.

Si avvicina il 27 settembre, data che segnerà l'arrivo in edicola del primo, attesissimo albo della "nuova vita" di Dylan Dog. A poco meno di due mesi dall'uscita, scopriamo come è nata la copertina di questo "storico" numero.

Ci siamo quasi! Si avvicina a grandi passi la seconda e decisiva fase del progetto di rilancio dell'Indagatore dell'Incubo creato da Tiziano Sclavi. Scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Nicola Mari, l'albo n.337 di Dylan Dog, "Spazio profondo", sarà, dunque, il primo di questa nuova era. È lo stesso Recchioni, curatore della testata e principale timoniere del nuovo corso dylaniato, a raccontarci come è nata la copertina dell'albo e ad anticiparci alcune piccole ma significative novità, riguardanti la grafica della testata.

Potete vedere qui sotto un rapido montaggio con l'evoluzione delle varie fasi di creazione della copertina. All'interno del testo, cliccate sui singoli link per visualizzare le immagini a cui si fa riferimento. Da ultimo, potete gustarvi l'intera sequenza di definizione della cover sfogliando la gallery in apertura di pagina.

► La prima copertina del nuovo corso: hai cercato, con la posizione quasi fetale di Dylan, di rappresentare una sorta di nuova nascita?

Sì, l'idea è esattamente quella. Rappresentare una nuova nascita che è tanto un elemento della storia che racconteremo, quanto un simbolo dell'inizio del nuovo corso di Dylan.

► Colori lividi, un corpo che galleggia nello spazio: c'è un po' di Kubrick in questa cover?

Moltissimo. La storia si nutre di alcuni padri spirituali e Kubrick è sicuramente tra questi. Ma poi dentro c'è anche tanto Ridley Scott e Andrej Tarkovskij (e anche un pizzico di Paul W. S. Anderson, e di Phil Hale, e James Cameron, e...)

► Quali sono state le indicazioni per Angelo Stano, in questa occasione, e quali i vari passaggi che hanno portato al definitivo?

Questa volta mi sono messo io stesso a disegnare il bozzetti di base. La mia prima proposta (immagine 1) riprendeva la grafica di Urania e le atmosfere di un grande illustratore della fantascienza e dell'orrore: Karel Thole. Sclavi e la redazione non erano convinti e così Tiziano mi ha suggerito l'idea del Dylan con la testa scoperchiata da cui escono i tentacoli (immagine 2).

Ho realizzato il bozzetto ma non convinceva me. Quindi, sempre con Tiziano, abbiamo deciso di provare a fare qualcosa in stile "2001 Odissea nello spazio". Ho fatto un bozzetto molto rozzo (immagine 3) e l'ho girato ad Angelo Stano, che mi ha subito mandato una prima bozza quasi perfetta (immagine 4).

Ho chiesto alcune piccole variazioni (una rotazione del corpo di Dylan, come si può vedere nell'immagine 5) e poi siamo passati a fare dei tentativi con il colore (immagine 6 e immagine 7). L'immagine 8 è, per quello che riguarda il disegno, praticamente definitiva, ma il colore non ci convinceva. Quel pianeta rosso ricordava troppo Marte. Ho suggerito ad Angelo una possibile variazione di colore (immagine 9) che è stata accolta da Stano (immagine 10) e poi migliorata (immagine 11).

► C'è qualche novità anche riguardo la grafica di copertina: quali sono i dettagli di questo cambiamento?

Abbiamo chiesto a Paolo "Ottokin" Campana (autore anche della grafica e del logo di Orfani) di rinnovare Dylan Dog in maniere quasi invisibile.
Il logo della testata realizzato da Luigi Corteggi è un'istituzione ed è praticamente perfetto.

Paolo ha avuto la bella intuizione di non toccare nulla ma di alleggerire tutto, rendendo alcuni elementi trasparenti. Ecco quindi (immagine 12) che l'ombra dietro alla scritta si è fatta "bucata" e lo stesso è successo al bollino del prezzo.
È un cambiamento minimo che però dona una nuova freschezza alla grafica e comunica nella maniera giusta lo spirito del cambiamento.

a cura di Luca Del Savio