Intervista Tex

Tutte le ombre del Texone!

Il 20 giugno arriva in edicola il 29 Speciale Tex: pensando ai pennelli di Corrado Roi, Pasquale Ruju ha ordito una trama tenebrosa, di cui ci rivela le origini in questa intervista.


Pasquale Ruju

Il nome di Pasquale Ruju, ormai, non rappresenta certo una novità per i lettori texiani. Ancora di meno per gli aficionados bonelliani tout court: lo sceneggiatore di origini sarde, infatti, ha firmato numerosi albi di Nathan Never, Dylan Dog, Le Storie, oltre a tutte le uscite dei personaggi protagonisti delle sue miniserie, Demian e Cassidy.

Dopo tanti anni, era arrivato il momento di mettersi alla prova non solo con il Ranger (sulle cui piste Ruju cavalca ormai da diverso tempo), ma soprattutto con la storia sempre speciale che, ogni estate, viene ospitata dal cosiddetto "Texone" (della quale potete vedere alcune tavole in anteprima nella nostra gallery).

Sentiamo cos'ha da raccontarci Pasquale riguardo questa avventura...

► Il tuo primo Texone, una bella responsabilità! Come hai accolto la richiesta da parte della redazione di scrivere una storia per questa collana? Sapevi da subito che l'avrebbe visualizzata Corrado Roi?

Sì, la storia è stata scritta apposta per Corrado. Ho cercato di creare una trama ricca delle atmosfere a lui congeniali, con personaggi che potesse caratterizzare da par suo, come il malvagio Vladar, o la bella zingara Zaira. E scenari imponenti, inquietanti. La foresta, il castello, i sotterranei...


L'implacabile Vladar e la bella Zaira

La responsabilità di scrivere un Texone la si avverte tutta, e il confronto con chi mi ha preceduto è tale da richiedere un impegno totale. Devo dire che la collaborazione con Roi e la supervisione di Mauro Boselli, una vera autorità in materia texiana, mi hanno messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Ai lettori, poi, giudicare il risultato.

► Da ciò che raccontava Corrado – qui tra i corridoi di via Buonarroti e tra le righe dell'intervista che i lettori potranno gustarsi tra le pagine del ventinovesimo Tex Speciale – si aspettava di dover affrontare la lavorazione di una storia Western, mentre hai preferito intessere per lui una vicenda che vive più di ombre che non della luce accecante dei panorami della Frontiera. Qual è stato lo spunto di partenza del tuo racconto?

L'idea mi è venuta leggendo la storia di James Addison Reavis, sedicente "barone di Arizona"con il titolo ufficiale di barone de Arizonac y caballero de los Colorados. Un astuto truffatore, che grazie ad alcuni documenti falsi riuscì a rivendicare diritti legali su un'ampia regione. Le sue "proprietà" comprendevano l'intera città di Phoenix, le miniere Silver King, un vasto tratto della ferrovia, molte stazioni di posta, pascoli, fiumi, montagne e altro ancora. Prima di essere scoperto e incarcerato, visse per un decennio nel lusso, grazie a una rendita di circa 300.000 dollari l'anno per l'uso delle "sue" terre da parte dei loro occupanti.


Un imponente maniero sconcerta i nostri ranger
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

Ecco, lì si è accesa la lampadina. Un nobile, proprietario di grandi appezzamenti nel vecchio West, con un suo feudo e un suo castello, che vuole provare a ricostruire un regno in quella terra senza legge... Lo spunto era accattivante. Intorno a quell'idea ho costruito il resto della storia.

► I castelli, nel West texiano, non sono una novità. Basti pensare a quelli apparsi nei classici firmati da G.L. Bonelli e Galep come "La città d'oro" (pubblicato nel numero 43 della collana mensile) o "Il grande re" (numero 53). Ti sei in qualche modo rifatto a questa tradizione pensando alla fortezza del principe Costantin Florian, per la tua avventura? Il nobile venuto dalla lontana Europa dell'Est, ci ha portato subito a pensare di trovarci di fronte a una storia vampiresca: è così?

È inevitabile tener conto delle storie passate, in una collana come quella del nostro Ranger. Comunque, non si tratta esattamente di una storia vampiresca, anche se ne ha in qualche modo il sapore. Vladar, l'assassino che è il principale antagonista di Tex, ha molte caratteristiche di un Principe della Notte. Vede nel buio, semina sangue e terrore e appare quasi invincibile... Purtroppo, però, ha la sfortuna di imbattersi nei nostri due pards, che di certo non sono tipi da farsi intimorire. E sanno replicare a suon di piombo e cazzotti a ogni genere di oscura minaccia.

► A luglio, sulle pagine del mensile, arriva in edicola la prima parte di una tua storia, visualizzata da Seijas, che, nel personaggio dell'indiano-fantasma Wasape, presenta un elemento fantastico. Pur essendo affezionati alla tradizione Western, i lettori hanno sempre dimostrato di amare le avventure che sconfinano, in parte, nel soprannaturale. Cosa potranno aspettarsi da questa storia doppia?

Anche in "Furia comanche" (Tex 645) abbiamo un antagonista avvolto da un alone di leggenda, in effetti. Un ribelle indiano sopravvissuto alla impiccagione, che tutti, compreso lui stesso, credono immortale. Il guerriero che non teme la morte può essere un avversario terribile per chiunque, e Wasape darà parecchio filo da torcere all'esercito, e perfino al nostro Tex, prima che venga svelato il segreto della sua invulnerabilità. Ma non anticipiamo troppo... Le meravigliose tavole di Ernesto Garcia Seijas meritano di essere gustate una per una, al momento giusto.

a cura di Luca Del Savio