Notizie Flash

Archivio Flash

Edicola

Fiamme su Merrywell - Zagor 612 cover
 
Missing - Julia 214 cover
 
Il prezzo della carne - Dylan Dog 358 cover
 
Maxi Dylan Dog n°27 cover
 

Intervista Lukas

Il risveglio di Lukas!

Il 21 marzo arriva in edicola la nuova collana creata da Michele Medda e Michele Benevento. Abbiamo incontrato i due autori per farci portare dietro le quinte della creazione di Lukas!

Un nuovo protagonista, targato Bonelli, sta per raggiungere le edicole: si tratta di Lukas, personaggio nato dalla collaborazione tra Michele Medda – già tra i "papà" di Nathan Never e creatore di Caravan – e Michele Benevento, un nome familiare ai lettori dello stesso Caravan e di Dampyr. Ma chi è il nuovo eroe che impareremo a conoscere meglio dal 21 marzo? Che genere di avventure farà vivere ai lettori? E come è nato? Abbiamo cercato di capirlo intervistando i suoi due autori.



Presentateci Lukas: è un vampiro? è un non morto? un bello senz'anima? Senza svelare troppo, facciamo un po' di luce sul protagonista della vostra nuova serie...

Michele Medda: Lukas è un Ridestato. Per dirla con la massima chiarezza possibile, è come uno zombie “cosciente”. Si è risvegliato dal sonno della morte affamato di carne umana. Ma lui tenta di tenere a freno questa fame.

Michele Benevento: Beh, credo che questa risposta sia effettivamente esauriente. Dire di più significherebbe svelare che Lukas in realtà è… eh!eh!eh!… scherzavo!…

Come è nata la vostra collaborazione? Quali sono i vostri punti di contatto più forti?

MM: Avevamo già lavorato insieme su Caravan, raggiungendo da subito un’intesa, per uno di quei casi che nelle collaborazioni artistiche sono rari e preziosi.


Disegno di Massimiliano Bergamo
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

In comune abbiamo un approccio “realistico” (con le debite virgolette) ai personaggi e all’impostazione del racconto. In Caravan quell’approccio era implicito nella serie. Era una storia di persone comuni, non sarebbe stato possibile raccontarla come una storia di eroi.

In Lukas, invece, la scelta di un registro narrativo “realistico” non è affatto scontata. Anzi, direi che è la grande scommessa della serie: rendere in qualche modo “naturali” personaggi sovrannaturali, farli percepire al lettore come simili a noi. Questa era la mia intenzione fin da principio. E forse con un disegnatore diverso sarebbe rimasta tale. Con Michele Benevento si è concretizzata.

MB: Dopo Caravan, ci lasciammo con la promessa di tornare appena possibile a lavorare insieme. Credo che Medda abbia pensato a me proprio perché su Caravan si era raggiunta una certa sintonia, e il lavoro su Lukas ce lo ha confermato.

Qual è stato lo spunto iniziale che ha portato alla nascita di Lukas? C'era una storia, un personaggio, un mondo che avevate voglia di raccontare e far vivere e che non erano stati ancora esplorati nelle collane bonelliane?

MM: Per quanto mi riguarda, la mia prima esigenza dopo Caravan era di tornare al “genere”, a raccontare storie d’avventura. Poi, alla fine, Lukas è nato in maniera molto casuale. La classica lampadina che si accende nella testa, con un’idea che si può riassumere così: “Un tizio esce dalla tomba e non sa perché. Non sa nemmeno chi è”. Su questa scena ho costruito il concept della serie.


Atmosfere urbane nell'illustrazione di Werner Maresta
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

MB: L’idea di partenza è di Medda, io mi sono preoccupato di modellare e plasmare l’aspetto non solo di Lukas, ma anche di tutto ciò che l’avrebbe circondato: persone, ambienti, oggetti, creature. È stato bello essere onnipotente!

A che pubblico pensate di rivolgervi? In che genere narrativo potremmo cercare di incasellare Lukas?

MM: Credo che definire Lukas un urban fantasy, per quello che può valere un’etichetta, sia corretto. Anche se poi certe situazioni tipiche della narrativa fantastica sono raccontate come un thriller. Riguardo al pubblico, sicuramente Lukas non è pensato per i ragazzini, e non mi riferisco alla crudezza del racconto, quanto all’ambiguità dei personaggi e delle situazioni. Poi, in teoria, un ragazzino potrebbe anche essere attratto dalla superficie spettacolare del racconto: ci sono i mostri, ci sono botte da orbi e sparatorie… ma il nostro approccio è adulto, e la morale finale è adulta.

MB
: Lukas, nella sua forma finale, nasce dalle esigenze di Medda scrittore e dalle mie in qualità di disegnatore. Non credo sia possibile, lavorando “in progress” per un periodo di tempo così lungo (quattro anni!), decidere aprioristicamente il “target” del prodotto che stai realizzando. Almeno, io non me ne sono preoccupato fintanto che la pubblicazione era solo una luce in fondo al tunnel. Come ha anticipato Michele, di sicuro Lukas non è rivolto a un pubblico troppo giovane. Ma, se penso ai miei quattordici anni, probabilmente Lukas avrebbe fatto compagnia a Dylan Dog, sotto il cuscino del divano letto in camera mia.

Dal punto di vista grafico, come avete caratterizzato il personaggio, giungendo all'aspetto finale del protagonista?

MB: Michele Medda ha avuto da subito le idee chiare su che faccia dovesse avere Lukas. Mi parlò di Eric Bana, quello che appariva in "Munich" di Steven Spielberg, non quello dell'"Hulk" di Ang Lee. Credo gli fosse piaciuta l’ambiguità del personaggio interpretato perfettamente da Bana: quell’espressione smarrita che però nascondeva una personalità più complessa.


Studio del personaggio - Disegni di Michele Benevento
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Il viso dell'attore è servito da punto di partenza, e non è mai stato troppo ingombrante. Mentre cercavo di “trovare” il volto di Lukas mi risuonavano in testa le parole di Giulio Camagni (conosciuto ai tempi della scuola di fumetto a Firenze ed eccellente disegnatore di Martin Mystère) sul fatto che la capigliatura di un personaggio a fumetti doveva essere caratterizzante per far sì che i lettori riconoscessero subito il protagonista, anche in mezzo a una folla festante. Da qui la strana acconciatura di Lukas con quel ciuffo a “punto interrogativo”. Le orecchie un po’ a sventola di Bana le ho tenute… mi piace disegnare le orecchie.

Ai disegnatori dello staff non abbiamo detto niente sulla “matrice”: non volevamo che il faccione di Bana influenzasse la loro rielaborazione del personaggio. E la cosa ha funzionato: ognuno ha trovato il “suo” Lukas e il volto dell'attore si è perso per sempre nella memoria.

È stato difficile mettere in piedi lo staff dei disegnatori della serie? Presentateci i prescelti...

MM: Selezionare i disegnatori è stato difficile. Premesso che si vorrebbero sempre autori bravissimi e velocissimi, io cercavo qualcosa di particolare: quel registro realistico che è nel segno di Michele Benevento, e che era fondamentale mantenere. Spero sia chiaro che non parlo di una perfezione “scolastica” del disegno, ma di un quid che rende i personaggi (soprattutto quelli non umani) verosimili. Ragionando in quest’ottica, ho scartato disegnatori anche bravi, ma in cui non riscontravo quella caratteristica.

MB: Ecco tutti i nomi dello staff di Lukas: Andrea Borgioli, Luca Casalanguida, Massimiliano Bergamo, Vincenzo Acunzo, Fabio Detullio, Werner Maresta, Frederic Volante. Nero denso, pura china.

Sappiamo che la serie sarà articolata in due stagioni da dodici albi ciascuna. La divisione sarà netta? I due archi narrativi saranno ben distinti o, senza cesure, l'uno fluirà direttamente nel successivo?

MM: La divisione sarà netta. Nel secondo arco narrativo ritroveremo alcuni personaggi del primo, ma i protagonisti, a parte Lukas, saranno personaggi nuovi. E anche l’impostazione della serie sarà diversa dalla prima. Ma parlarne adesso è decisamente prematuro…

MB: Vero, è ancora presto, ma si sappia: ci saranno grandi sorprese!

a cura di Luca Del Savio