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Intervista Martin Mystère

I segreti di Orloff!

Martin Mystere 330, in edicola dall'11 dicembre, racconta una storia dai risvolti epocali, per il Detective dell'Impossibile! Ce la presenta in anteprima lo sceneggiatore Carlo Recagno!

Cliccando sull'illustrazione in apertura potete sfogliare la gallery con le immagini relative all'articolo.

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Un numero ricco di avvenimenti sconvolgenti, di rivelazioni insospettabili e che, con le sue 160 pagine infarcite di "mysteri" e di echi dal passato, promette di fare la gioia di tutti i fan del Detective dell'Impossibile. Martin Mystère 330, però, sembra avere tutte le carte in regola per appassionare anche chi non si è mai avvicinato alle avventure del Buon Vecchio Zio Marty. Ne abbiamo parlato con Carlo Recagno, sceneggiatore dell'albo illustrato dagli Esposito Bros.

Non c'è sposalizio, nel mondo dei comics d'avventura, che fili liscio: prima del fatidico "sì", accade sempre qualcosa di sconvolgente! "Il matrimonio di Sergej Orloff" smentisce questa tradizione?

Le tradizioni vanno rispettate, e quindi anche in questa occasione (come del resto si vede sin dalla copertina), “qualcuno” interviene a rovinare la festa. Nell'universo Marvel, il Dottor Destino fece di tutto per sabotare il matrimonio di Reed Richards e Sue Storm, e Vendicatori, Fantastici Quattro e Inumani si trovarono a combattere contro Ultron nel giorno dello sposalizio di Quicksilver e Crystal. Potevamo noi essere da meno? No di certo! Quando Martin ha sposato Diana, il Buon Vecchio Zio Alfredo ha preferito prendere tutti di sorpresa, agendo di nascosto e rivelando il “fattaccio” solo qualche anno dopo, ma con Sergej ho voluto prendermi in un certo senso una rivincita.

Volendo sintetizzare, le tue storie possono essere essenzialmente incasellate in due filoni narrativi: uno epico, drammatico e "mysterioso" e un secondo più scanzonato e leggero. In quali di questi "generi" si inserisce l'episodio in edicola a dicembre?

Se proprio vogliamo fare queste divisioni, allora senza dubbio nel primo filone; quello leggero è riservato agli Speciali estivi, ma non è meno “mysterioso” del primo, anzi, a volte lo è di più. Comunque anche “Il matrimonio di Sergej Orloff” non manca di momenti leggeri... c’è, per esempio, una scena che spero sia divertente, con Martin e Orloff da giovani, coinvolti in una rissa in un bar. Ne approfitto, inoltre, a proposito dello Speciale Estivo, per anticipare che vedremo finalmente Angie esibirsi in un locale di gran classe (per una volta!) e fare il verso a Marilyn Monroe.

Sfogliando le pagine dell'albo, ci sono saltati agli occhi tanti riferimenti alle avventure passate. Puoi anticipare ai lettori quali sono i numeri di Martin Mystère che sarebbe meglio tenessero a portata di mano, nel corso della fruizione di questa storia?

In realtà, la storia è godibilissima (o, perlomeno, lo spero) anche senza andare a rileggersi quelle passate. Comunque, non guasta di certo ridare un’occhiata ai numeri 17, 18 e 19, con la prima avventura nella “Città delle Ombre Diafane”. L'albo di questo mese si ricollega a quel vecchio racconto, e vengono svelati nuovi dettagli sul passato di Orloff, e di come riuscì a sopravvivere al terribile incidente che lo lasciò sfigurato e privo del braccio destro. Troveremo anche un personaggio del passato di Sergej mai apparso in precedenza, eppure fondamentale per la sua vicenda personale, un “mentore” che lo ha aiutato a diventare l’uomo che conosciamo, nel bene e (soprattutto) nel male.

Ad alcuni appassionati del Detective dell'Impossibile, la trasformazione di Orloff da acerrimo nemico ad amico dal legame inscindibile con Martin (una mutazione, diciamolo, che ti vede fortemente responsabile!) non ha mai convinto fino in fondo... Di fronte a quale Orloff si troveranno di fronte, questa volta?

Lasciamo al lettore la sorpresa di scoprirlo, che ne dici? In ogni caso la copertina già anticipa qualcosa: Orloff e Monique sul punto di fare il “grande passo”, con Martin e Java presenti in veste di amici. Martin intende onorare una vecchia promessa fatta a Sergej tanti anni prima, quella di fare da testimone alle sue nozze (se poi riuscirà a mantenerla è tutto da appurare: bisogna vedere cosa combina il Dottor Destino della situazione). In ogni caso, se all’inizio della vicenda Martin e Sergej partono da amici, non è detto che lo rimangano (e su questa frase sibillina mi cucio perfidamente la bocca e non aggiungo altro). Quanto alla “mutazione” di Orloff avvenuta in questi ultimi anni, non ho fatto che prendere le basi da “Xanadu”, l'incredibile storia di Alfredo Castelli e Paolo Morales che ha cambiato le carte in tavola, seppellendo una volta per tutte il Sergej Orloff che ghignava avvolto da un cupo mantello, e che ha aperto nuovi sviluppi fino a quel momento inaspettati. Quello dei nemici-amici (o dei nemici con un passato comune) è uno dei “classici inossidabili” della narrativa avventurosa. Martin e Sergej sono come Charles Xavier e Magneto (sempre per restare in ambito marveliano): due facce della stessa medaglia, vicini come e più di due fratelli, con un legame strettissimo che esiste a prescindere dal loro trovarsi assieme oppure l’uno contro l’altro.

Un'avventura ricca di eventi, di personaggi, di colpi di scena e di affascinanti ipotesi sui luoghi misteriosi come "Il matrimonio di Sergej Orloff" dimostra, se ce ne fosse bisogno, che Martin Mystère, dopo più di trent'anni dalla sua prima uscita, è ancora in grado di raccontare storie fresche e appassionanti. Tu e Castelli, cosa avete in programma per il Detective dell'Impossibile per i prossimi anni?

Mysteri a non finire, naturalmente! E “a non finire” lo dico letteralmente, perché la serie, pur non essendo un best seller (ma del resto non lo è mai stata) gode buona salute, e gli enigmi che offrono potenzialmente spunti e idee per nuove storie non mancano di certo. Martin è un personaggio versatile e poliedrico, ma purtroppo il fatto di non essere facilmente incasellabile l’ha sempre penalizzato un po’; come spesso si è detto, tocca tutti i generi senza appartenere in realtà a nessuno, e quindi non è facile da definire in due parole. Ma con lui si può raccontare veramente qualsiasi tipo di storia, o quasi. Si trova a suo agio in qualsiasi narrazione, e per questo gli spunti per nuove avventure non mancheranno mai. È stato persino “copiato” nella vita reale da personaggi come Roberto Giacobbo, che conducono trasmissioni basate appunto sui “mysteri” con la “y”.

Volgendo lo sguardo al passato, se un lettore casuale si "innamorasse" delle avventure di Martin, Diana e Java proprio grazie a questo albo e volesse recuperare alcune vecchie imprese del Buon Vecchio Zio Marty, prova a consigliargliene alcune tra quelle che ritieni imprescindibili per ogni "mysterofilo"!

Devo fare un elenco? Ho paura che richiederebbe un articolo a parte! Ti cito, in realtà, le mie preferite, quelle che mi hanno più influenzato, che mi hanno insegnato qualcosa (o, perlomeno, me lo auguro).

“Roncisvalle” (MM Nn. 94-95-96). Una delle storie più grandiose del Detective dell'Impossibile, che ha svelato più di qualsiasi altra le immense possibilità della serie; e anche un'avventura la cui epicità ho sempre cercato di riprodurre, senza mai riuscirci del tutto.

“Il passato di Java” (MM Nn. 111-112-113) e “La vita segreta di Diana Lombard” (MM Nn. 164-165). Due racconti che aprono nuove possibilità ai comprimari della serie e li approfondiscono come non era mai stato fatto prima. È con queste storie che – a mio parere – Diana e Java sono diventati personaggi a tutto tondo, e non soltanto "la fidanzata" e "l’assistente" del protagonista.

“Il Segreto di San Nicola” (MM Gigante Nn. 1). La prima e ancora insuperata “grande summa” della materia martinmysteriana. Come tirare le fila di anni di continuità inserendo una gran quantità di informazioni nel minor spazio possibile e confezionando una storia epica, di grande, grandissimo respiro.

“New Atlantis”  (MM Special N.6). Il più divertente degli Speciali, la mia personale pietra di paragone quando si tratta di unire avventura, comicità e “mystero”. Io mi diverto sempre a scrivere Angie e il duo Dee & Kelly, negli Speciali, e per me non hanno mai brillato come in questo albo.

“Il Sarcofago di Pietra” (MM Nn. 187-188-189). La prima e per certi versi più bella storia del compianto Paolo Morales. Una grande avventura “archeologica” che ci ha mostrato come Java possa essere protagonista in maniera convincente e plausibile (non l’avremmo mai detto, di un personaggio che somiglia a uno scimmione e che si esprime soltanto a grugniti).

a cura di Luca Del Savio