Anteprima Dylan Dog

Il nuovo inizio

In rete, la notizia circola ormai da mesi: il 2014 porterà una ventata di novità al numero 7 di Craven Road. Ne abbiamo parlato con Roberto Recchioni e Franco Busatta, nuovi curatori della collana.

Cliccando sull'illustrazione in apertura potete sfogliare la gallery con le immagini relative all'articolo.

Dopo ben oltre un quarto di secolo di vita editoriale, è tempo per Dylan Dog di lanciare una nuova sfida ai lettori – e anche ai suoi autori –, dimostrando di essere un personaggio che ha ancora tanto da dire e da offrire in termini di idee e di emozioni. Il rilancio della serie è stato affidato al duo formato dallo sceneggiatore Roberto Recchioni e dal redattore Franco Busatta. Li abbiamo incontrati, per farci raccontare in cosa consiste e attraverso quali passaggi giungerà in porto questo atteso rinnovamento.

∙ ・ ・  •  ●  •  ・ ・ ∙

La decisione di ridare nuova linfa a un personaggio come Dylan comporta un lavoro di non poco conto... raccontateci come state lavorando al rilancio.

Roberto Recchioni: Sostanzialmente, il tutto avverrà in due fasi. La prima è già iniziata, a partire dall'albo giunto in edicola lo scorso settembre (Una nuova vita), e durerà fino a ottobre dell'anno prossimo. L'idea è quella di prendere le migliori storie che erano già in lavorazione al momento in cui è stato deciso il rilancio e di tirarle a lucido, lavorando soprattutto sul linguaggio. Io, Tiziano Sclavi, Paola Barbato e Mauro Marcheselli cerchiamo di rendere i testi un po' più snelli, soprattutto sintetizzando e asciugando alcune spiegazioni che rischiano di appesantire la lettura, ma anche facendo un uso meno esteso dei balloon di pensiero. Inoltre, già nelle prime storie pubblicate avrete notato il passaggio dal "voi" al "lei", quando i personaggi parlano tra di loro. Abbiamo deciso questo cambiamento per cercare di spostarci su binari più contemporanei e su un tipo di parlata più comune nella vita di tutti i giorni.

Franco Busatta: Io agisco da curatore redazionale e da coordinatore della serie. Quello che posso anticiparvi di questi mesi che ci separano dalla vera e propria "ripartenza" della serie è che vedrete all'opera sulle pagine di Dylan tanti nomi storici legati all'Indagatore dell'Incubo: da Carlo Ambrosini a Piero Dall'Agnol, da Luca Dell'Uomo a Giovanni Freghieri, fino a Luigi Piccatto, Marco Nizzoli, Fabio Celoni e Daniele Bigliardo. A questi disegnatori si aggiungono poi alcuni acquisti più recenti come Sergio Gerasi, Gabriele Ornigotti e i fratelli Cestaro.

Ci sono già altri segni tangibili del cambiamento in atto?

RR: Quello che salta all'occhio a chi cerca Dylan in edicola è il cambiamento legato alle copertine. Le illustrazioni di Angelo Stano vengono ora concepite e realizzate per presentare il loro massimo potenziale iconico. Abbiamo adottato un approccio più sperimentale e meno narrativo: più che raccontare una storia, la copertina deve evocare un "mood".

FB: Scegliendo questa strada, forse ci siamo complicati un po' la vita e ora la creazione di una cover è sicuramente più articolata rispetto al passato. È praticamente un lavoro a sé. L'idea, solitamente, è di Roberto. Partendo da quella, Stano ci fornisce dei bozzetti che sono poi oggetto di lunghe discussioni redazionali. Passando attraverso piccole e grandi modifiche, giungiamo al risultato finale: un'immagine che deve rappresentare concettualmente l'albo (negli articoli Una nuova vita e Dylan Dog una nazione di zombi trovate un esempio di questo percorso creativo). Tra le novità che trovate negli albi già usciti negli ultimi mesi c'è anche il rinnovato spazio della posta, un Dylan Dog Horror Club gestito da Roberto in prima persona, mentre io scrivo la rubrica che accompagna la ristampa e tutti gli altri testi redazionali.

Cosa possiamo aspettarci, invece, nella seconda fase?

RR: La "fase 2" inizierà a ottobre 2014, con una storia scritta da me, disegnata da Nicola Mari e colorata da Lorenzo De Felici (nella gallery potete vederne tre tavole in anteprima). Sì, avete letto bene: un albo a colori! Sarà un racconto molto particolare, pensato per avvertire il lettore che, da quel momento in poi, non dovrà più stare tranquillo perché potrà succedere quasi qualsiasi cosa in Dylan Dog. Vorremmo riportare la collana a essere sorprendente, inquietante e soprattutto emozionante. L'idea base che abbiamo discusso con 
Tiziano è proprio questa: Dylan deve tornare a emozionare e a vivere nel presente, così come accadeva nelle prime storie. L'avventura successiva è la prima di quello che noi chiamiamo "ciclo di distruzione e rinascita": è scritta da Paola Barbato e disegnata da Bruno Brindisi e, sorprendentemente, è di 110 pagine.

FB
: Non è l'unica sorpresa legata a questa storia. Vi basti sapere che l'ispettore Bloch andrà in pensione!

RR
: Difatti, nel terzo albo del ciclo, che vede Gigi Simeoni in veste di sceneggiatore e Giampiero Casertano a illustrare le tavole, verrà introdotto il sostituto di Bloch, l'ispettore Carpenter.

Carpenter? Questo nome non ci suona nuovo...

RR: Sì, è un palese omaggio a John Carpenter, uno dei registi preferiti da me e Tiziano. Dopo che avremo conosciuto il nuovo ispettore, nell'albo successivo Michele Medda e Marco Nizzoli ci faranno scoprire la nuova vita di Bloch, ritiratosi in un paesino di campagna. La storia contenuta nell'Almanacco della Paura del 2015 sarà interamente dedicata alle indagini di Bloch, con Dylan come "spalla", e mi piacerebbe che questa diventasse una consuetudine. Così come l'Almanacco del Giallo ospita storie della giovinezza di Julia, quello della Paura potrebbe raccontare le avventure dell'ex ispettore Bloch...

I vari cambiamenti, come si rifletteranno sulle uscite "fuori-serie" di Dylan? Maxi, speciali, Color Fest...

FB: Le altre collane di Dylan presenteranno tre universi alternativi. Lo Speciale ospiterà le avventure – scritte da Alessandro Bilotta – del Dylan Dog che vive in un futuro nel quale sulla Terra si è scatenata un'apocalisse zombie. Uno scenario che avete potuto già apprezzare sia sul secondo e sul decimo Dylan Dog Color Fest che sul ventiduesimo Gigante (quest'ultimo in edicola proprio in questi giorni).

RR: Il Maxi diventerà Maxi Dylan Dog Old Boy, presentando – con cadenza quadrimestrale – storie ambientate nell'universo classico di Dylan Dog. Si svolgeranno quindi in una Londra ultra-stilizzata e fuori dal tempo, Bloch sarà ancora ispettore e tutto sarà, esattamente, come Tiziano lo ha concepito in origine.

FB
: I racconti saranno realizzati da vari autori (niente volumi monografici, dunque) e, idealmente, riporteranno tutto quanto a com'era nel 1986. Nel primo Maxi del nuovo corso (in arrivo a fine ottobre 2014), toccherà a Luigi Mignacco presentarci questa sorta di ulteriore universo narrativo parallelo, con un episodio che introduce un nuovo angolo del multiverso dylandoghiano.

Quali sono i piani per il Dylan Dog Color Fest, invece?

RR: Per il futuro, mi piacerebbe tornare a coinvolgere autori esterni alla Bonelli, anche provenienti da esperienze fumettistiche molto diverse da quelle della nostra Casa editrice, per vedere interpretazioni dell'Indagatore dell'Incubo sempre fresche e curiose.

FB
: Per il prossimo Color Fest primaverile, quello "tematico", abbiamo in serbo una vera chicca, che materializza il sogno di tanti lettori che, nel corso degli anni, hanno spesso scritto per chiederci di realizzare avventure in cui i personaggi bonelliani si incontrassero. Vedremo dunque il nostro Dylan affiancato a Nathan Never (in una storia firmata da Davide Rigamonti e Ivan Calcaterrra), Martin Mystère (Mignacco/Piccatto), Napoleone (Ambrosini e Paolo Bacilieri) e Mister No (Michele Masiero ai testi e Fabio Civitelli ai disegni).

Una domanda solo per Roberto: visti "da fuori", tu e Sclavi sembrate due "personaggi" assolutamente antitetici. Tiziano è schivo e la sua figura è sempre stata lontana dai riflettori e ammantata di riservatezza. Tu sei sempre coinvolto in mille iniziative pubbliche, interviste, video, oltre che essere fortemente presente in rete con blog, account di Twitter, pagina di Facebook e quant'altro. Qual è stato il vostro punto d'incontro? Cosa ha fatto scattare il feeling tra due persone così apparentemente distanti?

RR: Credo il rispetto per il lavoro reciproco e, soprattutto, un punto di vista comune sulla narrazione. Però era gioco facile: Tiziano è stato uno dei tre sceneggiatori che mi hanno influenzato di più e il mio modo di scrivere, vedere e pensare il fumetto, si è formato sulla sua visione.

intervista a cura di Luca Del Savio