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Roy Bean, la legge a ovest del Pecos!

Negli albi di Tex di settembre e ottobre, tra i protagonisti troviamo una delle leggende del West! Ce la presenta Maurizio Colombo.

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La sua sentenza preferita era: "Prima li impicco, poi ci penserà Dio a giudicarli!".
Fra tutti i personaggi leggendari che resero il vecchio West un'epopea mitologica, il nome di Roy Bean spicca, tra i vari Billy The Kid o Buffalo Bill, come una  personalità allo stesso tempo affascinante e pittoresca, comica e inquietante. Nato nel 1825 nel Kentucky, dopo una giovinezza, trascorsa tra risse e saloon, che definire irrequieta è un eufemismo, a oltre cinquant'anni Roy Bean – che potete vedere ritratto in una fotografia d'epoca qui accanto – apre un locale a Vinnegaroon, per dissetare gli operai della ferrovia che lavorano al collegamento tra San Antonio ed El Paso. È qui che, in mancanza di un'aula di tribunale nei dintorni, Roy inizia la sua carriera di improvvisato giudice. Trasferitosi a Langtry, che per curiosa coincidenza si chiama come la diva inglese del teatro di cui si dice invaghito – la bella Lily Langtry, appunto – Roy Bean apre il suo famoso saloon-tribunale, diventando l’unica legge ad Ovest del fiume Pecos.

Il locale, chiamato "Jersey Lily" ("Giglio del Jersey" era il soprannome della Langtry), era diviso in tre sezioni: il banco con i liquori, l’aula di tribunale (composta da un tavolaccio con un vecchio e sgualcito codice e una fila di sedie) e il santuario di Lily, una parete ricoperta di fotografie, quadretti e manifesti teatrali della divina. Le sedute processuali duravano pochissimo: il saloon, stando alla legge, doveva restare chiuso durante le udienze, sottraendo il guadagno quotidiano al proprietario Bean, che non vedeva l’ora di pronunciare la sentenza prima che le gole degli avventori si seccassero più del dovuto! La sua interpretazione della legge era personale e bizzarra. Giudicando l'omicidio di un operaio cinese da parte di uno yankee, pronunciò il celebre verdetto: "Poiché non trovo nulla sul codice riguardo l’uccisione di un cinese, dichiaro l’imputato innocente!".

Come animale da compagnia Bean aveva un enorme grizzly a cui aveva insegnato a bere boccali di birra, al punto da renderlo un alcolista cronico (una delle pene sembra consistesse nel rinchiudere il colpevole di turno nella gabbia con il poco amabile plantigrado!). Bean fece costruire nel minuscolo paese anche un grande teatro d'opera, convinto che la sua musa Lily Langtry un giorno o l'altro si sarebbe esibita proprio lì. Purtroppo l’incontro tra i due non avvenne mai. Il giudice Roy Bean morì nel marzo 1903. Pochi mesi dopo, la celebre Lily Langtry, mossa a curiosità dalle centinaia di lettere speditele dal suo fan numero uno, fece finalmente visita al locale.

Due sono i film più importanti realizzati sulla figura del giudice. Il primo, "L’uomo del West", diretto nel 1940 da William Wyler, vede nel ruolo di Bean il caratterista Walter Brennan. Il secondo, del 1972, è "L’uomo dai sette capestri" (in originale "The life and times of Judge Roy Bean"), diretto da John Huston, con Paul Newman in uno dei ruoli a lui meno adatti della sua carriera. Scritto da John Milius espressamente per Sergio Leone, dopo il rifiuto del regista italiano, fu affidato, ahimè, a uno svogliatissimo John Huston. Ma la figura del giudice non è stata trascurata né dalla televisione (con una serie interpretata da Edgar Buchanan negli anni Cinquanta) né dal fumetto: lo ricordiamo  come guest-star di un albo di Lucky Luke e di una serie bonelliana dei primi anni Sessanta raccontata con grandi dosi di ironia da Guido Nolitta per i disegni di Sergio Tarquinio.

Chissà se il vero Roy Bean si sarebbe sentito lusingato da tante attenzioni o avrebbe iniziato la preparazione di tanti nuovi nodi scorsoi con i quali allungare il collo ai suoi poco rispettosi biografi!