Intervista

Trent'anni davvero speciali!

Lo sceneggiatore Carlo Recagno ci svela tutti i segreti della trentesima avventura Speciale di Martin Mystère, in edicola dal 12 luglio.

Nel luglio del 1984, Martin Mystère è stato il primo personaggio bonelliano a lanciare una pubblicazione "fuoriserie": era iniziata l'era degli Speciali, un formato che, di lì a pochi anni, sarebbe divenuto una consuetudine per quasi tutte le collane della nostra Casa editrice. Per differenziarsi dalle "normali" avventure del Detective dell'Impossibile, non solo l'albo presentava una più corposa foliazione e un libricino allegato ricco di informazioni "mysteriose", ma anche una storia, "Il cobra d'oro", che pigiava l'acceleratore sull'aspetto avventuroso ed era caratterizzata da una decisa vena umoristica. A trent'anni di distanza, lo Speciale è ancora un appuntamento attesissimo dagli appassionati del Buon Vecchio Zio Marty, ma cosa ci riserva "Il segno di venere", in arrivo in edicola il 12 luglio? Lo abbiamo chiesto allo sceneggiatore Carlo Recagno.

Cosa è cambiato in questi tre decenni di speciali estivi?
Già trent’anni? “Come passa il tempo!”, giusto per essere originali. Direi che la formula funziona, visto che non solo prosegue, ma l’iniziativa è stata seguita da altre testate della Casa editrice, e poi modificata. Solo Martin, infatti, continua imperterrito nel formato originale, che consiste in un albo di 132 pagine più allegato, che per anni è stato il cosiddetto “librino” non a fumetti, e poi è diventato un albetto. Ecco, direi che questo è l’unico cambiamento, perché la formula è, in fondo, sempre la stessa; ci siamo a volte mossi in una direzione piuttosto che in un’altra, come quando per un paio di anni abbiamo messo Martin nell’angolo e abbiamo fatto di Diana e Angie le vere protagoniste, ma la sostanza è rimasta quella di una storia raccontata in maniera più “leggera” rispetto a quelle della serie regolare. Sullo Speciale estivo possiamo permetterci di non prenderci troppo sul serio, grazie anche alla presenza di comprimari semi-fissi come Angie e Dee & Kelly, tra i più geniali ideati da Alfredo Castelli. Dopo tanti anni basta metterli “in scena” e fanno praticamente tutto da soli, tanto che a volte li devo fermare! E poi, proprio sullo Speciale estivo è nata e si è sviluppata la base di “Altrove”, che in seguito è “dilagata” anche nella serie regolare e nelle altre uscite "extra", fino a meritarsi un suo spin-off, “Storie da Altrove”.

Per questo numero 30, che cosa hai architettato?
Negli scorsi tre anni abbiamo visitato il passato, raccontando “Le avventure del giovane Martin”, con Martin Mystère e Chris Tower ai tempi dell’università. Quest’anno torniamo al presente, con due vicende parallele. Chris è “misteriosamente” scomparso da “Altrove” e Max Brody cerca di mandare avanti la baracca senza che nessuno si accorga della sparizione. Intanto, Martin, completamente all’oscuro di questi fatti, si reca in una piccola città di provincia per una conferenza, e lì per caso incontra una Angie che non parla né si comporta come quella che conosciamo (è una rispettabile e dotta bibliotecaria!), e dei Dee & Kelly che non si comportano come di consueto. Sono dei sosia o sono proprio loro? E se sono loro, cosa li ha fatti cambiare? Martin si trova insomma in una situazione che ricorda un po’ quella di certi film di David Lynch, con personaggi dalle identità incerte e dubbie, a patto però che Lynch diriga un film di Stanlio & Ollio, perché qui le atmosfere diventano presto farsesche, fino alla rivelazione finale, tipicamente “mysteriana”, dove l’enigma viene svelato, e ha a che fare nientemeno che con Benjamin Franklin (che non a caso è stato uno dei fondatori di “Altrove”).

Sfogliandone le tavole, troviamo un'avventura che spazia addirittura su tre diverse linee temporali e che, come sappiamo ti piace fare nelle tue storie, è infarcita di citazioni e di strizzate d'occhio nei confronti dei lettori. Puoi rivelarci qualcuno degli "inside joke" che i lettori troveranno tra le pagine di "Il segno di Venere"?
Tre linee temporali, esatto, perché oltre alla narrazione principale al presente, c’è anche la vicenda di Ben Franklin nell’anno 1769, e poi alcune scene ambientate all’università di Harvard alcuni decenni or sono, per mostrare ai lettori di questi ultimi tre anni che le “Avventure del giovane Martin” non sono state dimenticate. Gli “inside joke” sono un’altra delle grandi libertà che possiamo concederci soltanto sullo Speciale, e per un nerd come me non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per i corridoi di “Altrove” si può incrociare ogni sorta di personaggi del futuro, del presente e del passato, della fantasia e della realtà (soprattutto e in particolare della fantasia). Anche in questo numero gli occhi più attenti vedranno alcuni “camei”, come un Borg di “Star Trek” e un Cyberman di “Doctor Who” che passeggiano a braccetto da amiconi (e, parlando della celebre serie televisiva inglese, in giro si vede anche uno dei Dottori...). Scoprirete che Capitan America non è l’unico “Capitano Rogers” a trovarsi fuori dal proprio tempo, e vedrete Max Brody viaggiare a bordo di una sedia “aerodinamica” che sembra uscita direttamente da un "anime". E anche Rodolfo Torti (del quale potete ammirare alcune tavole in anteprima, sfogliando la gallery in apertura di pagina) si è divertito a mettere in una vignetta i “suoi” Rosco & Sonny. Insomma, come di consueto ce n’è per tutti i gusti, per chi ama osservare i particolari.

Ogni volta che possiamo mettere il naso tra i corridoi della base segreta di "Altrove" li troviamo sempre più affollati di personaggi incredibili. Altrettanto impossibili e magiche sono le invenzioni e i macchinari di cui la base è disseminata. Quanto è comodo, per uno sceneggiatore, poter intessere le sue storie sapendo che esiste un luogo come questo, dove letteralmente tutto può accadere?
È soprattutto una grande fonte di divertimento. Non credo che Alfredo l’avrebbe mai immaginato, quando ha introdotto “Altrove” per la prima volta nel quarto Speciale (1987). Lui l’aveva concepita “semplicemente” come una installazione segreta governativa in cui si studiano fenomeni paranormali a scopo difensivo, e la definizione è tuttora valida, se si vuole descrivere “Altrove” in poche parole. Nel corso degli anni, però, il concetto si è sviluppato fino a fare della base una specie di crocevia multidimensionale (anzi, togliamo “una specie”) in cui i mondi si incontrano e tutto diventa plausibile. Attenzione, comunque: questa comodità non significa libertà totale di fare qualunque cosa, perché esistono regole che gli sceneggiatori devono sempre rispettare, per restare sempre fedeli alle caratteristiche della serie, ed è facile farsi prendere la mano e fare qualcosa che, per quanto divertente, non è né “Altroviano” né “Martinmysteriano”.

Sempre a proposito di "Altrove", dacci qualche anticipazione sul suo futuro, sia sulla serie di Martin Mystère che nell'ambito della collana Storie da Altrove.
“Altrove” gode di ottima salute e continueremo a vederla, sia sugli Speciali che nella serie regolare (ci sarà, per esempio, una breve apparizione nell’albo di dicembre). A settembre uscirà il nuovo “Storie da Altrove”, con i testi del sottoscritto e i disegni di Alfredo Orlandi, che quest’anno sostituisce Sergio Giardo, occupato con Nathan Never. La storia sarà ambientata agli albori della nostra base supersegreta, per la precisione nell’anno 1792, durante la Rivoluzione Francese. Rivedremo di nuovo tre dei fondatori: Amanda, Bientot e Thomas Jefferson (diventato nel frattempo segretario di stato del presidente Washington). Si tratta di un’avventura che rimuginavo sin dal 2004... infatti, avevo gettato i semi della vicenda proprio nel numero 7 della serie, dove compare una breve sequenza che verrà ripresa proprio in quest’albo, raccontando per filo e per segno cosa avviene prima e cosa avviene dopo. Nel racconto appaiono diversi personaggi storici, dal marchese di Lafayette a Cagliostro, da Maria Antonietta alla duchessa di Polignac. Compaiono anche due personaggi letterari: uno è sir Percy Blakeney, alias “La Primula Rossa”, l’altro non lo menziono perché vorrei che rimanesse una sorpresa almeno finché non mostreremo la copertina... l'unica cosa che posso rivelare è che si tratta di un personaggio già comparso nella serie... Aspettate e vedrete!

Intervista a cura di Luca Del Savio